Economia e Finanza

L'Ucraina manda a picco le borse

Mosca perde oltre il 10%, i listini europei il 2-3%

  • 03.03.2014, 19:22
  • 4 maggio, 13:03
Operatori inquieti e indici in discesa

Operatori inquieti e indici in discesa

  • KEYSTONE

Le inquietudini per la crisi ucraina hanno avuto pesanti ripercussioni oggi (lunedì) sui mercati borsistici, che hanno tutti accusato evidenti cali. In primis quello di Mosca, il più colpito con una flessione dei due indici, il Micex e l’RTS, rispettivamente del 10,79 e del 12,01%. Uno dei titoli maggiormente toccati è stato quello di Gazprom, il colosso del gas, maggiore fornitore anche dell’Europa e i cui condotti passano in gran parte proprio attraverso l’Ucraina: l’azione ha visto svanire il -13,89% del suo valore. La moneta nazionale russa, il rublo, è in picchiata: per la prima volta, per acquistare un dollaro ne sono serviti più di 37 e per un euro più di 50.

L’impatto si è fatto sentire anche in Svizzera: a Zurigo, lo SMI ha ceduto il 2,29%, pari a 194 punti, chiudendo la seduta a quota 8'281,01. Il Dax di Francoforte ha fatto segnare un calo del 3,44%, il CAC40 di Parigi ha perso il 2,66%, l’FTSE Mib di Milano il 3,34% e l’FTSE-100 di Londra l’1,49%.

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L’effetto si è fatto sentire anche a Wall Street, che dopo aver concluso la scorsa settimana su una nota di incertezza ha cominciato la nuova decisamente al ribasso: -0,74% per il Dow Jones in apertura e -0,9% per il Nasdaq.

ATS/ANSA/pon

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