L'economia cinese, la seconda del mondo, è cresciuta nel 2013 al ritmo del 7,7%, leggermente superiore a quello ideale indicato dal governo del 7,5% ma con un ulteriore rallentamento rispetto alla frenata dell'anno precedente, quando il Prodotto interno lordo (Pil) del dragone era cresciuto del 7,8%. Per la Cina del miracolo economico, si tratta del tasso di crescita più basso dal 1999.
Sin dalla fine dell'anno scorso i nuovi leader cinesi, il presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang, hanno indicato di voler guidare l'economia verso un necessario cambiamento strutturale, spingendo più la domanda interna rispetto all'export a basso costo e agli investimenti pubblici degli anni della crescita a due cifre.
Secondo i dati dell’Ufficio Centrale di Statistica di Pechino, gli investimenti hanno contributo in modo rilevante alla crescita, con un +54,4% su base annua, mentre i consumi sono rimasti stagnanti. Le previsioni degli economisti per il 2014 variano tra il 7,4 e il 7,5%, e danno dunque per scontata una nuova frenata.
ATS/Swi ng







