L'economia americana ha creato in agosto 96'000 posti di lavoro mentre il tasso di disoccupazione è sceso all'8,1%. A prima vista potrebbe sembrare un risultato positivo ma questi dati ma in realtà fragilizzano il presidente Barack Obama.
Il settore privato ha creato 103'000 posti di lavoro (+141'000 in luglio) mentre il settore pubblico ne ha tagliato 7'000. Il numero totale di 96'000 nuovi posti di lavoro è tuttavia insufficiente a mantenere il tasso di disoccupazione ad un livello stabile. Per far questo il presidente della Banca centrale statunitense (FED) Ben Bernanke ha stimato in 100'000 - 110'000 i nuovi impieghi necessari.
Dati disoccupazione "bugiardi"
Se il tasso di disoccupazione è sceso di 0,2 punti percentuali attestandosi a quota 8,1% questo non è purtroppo sinonimo di ripresa: in effetti il miglioramento è dovuto in gran parte al mancato rinnovo dell'iscrizione di molti disoccupati che rinunciano così aIla ricerca di un posto di lavoro. Inoltre il tasso di partecipazione alla forza lavoro è sceso al 63,5, ai minimi dal 1981.
Le valutazioni pessimistiche degli analisti
I dati sul mercato del lavoro negli USA deludono le attese e aumentano la pressione sulla FED che, secondo gli analisti, già la prossima settimana annuncerà misure a sostegno dell'economia. "La strada è ancora lunga a questa velocità, ci stiamo muovendo nella giusta direzione ma a questa velocità - ha affermato Joel Prakken, analista di Macroeconomic Advisers, ci vorranno anni prima di tornare a un tasso di disoccupazione del 5-6%".
Prossimo intervento della FED?
Una cifra "deludente che mostra un miglioramento del mercato lento, molto lento: insomma non un buon segnale" gli ha fatto eco James Glassman, economista di JPMorgan, commentando i dati sull'andamento del mercato del lavoro. Per Goldman Sachs la FED agirà la prossima, annunciando un piano di acquisti di bond.




