Il Consiglio federale ha deciso di ricorrere alla clausola di salvaguardia, prevista dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Lo ha annunciato oggi la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga.
Il provvedimento, in sostanza, prevede un contingentamento limitato nel tempo dell'immigrazione dai paesi dell'Europa orientale, che per ultimi hanno aderito all'UE. La decisione entrerà in vigore il primo maggio e interesserà Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Repubblica ceca.
Presupposti raggiunti
Per poter attivare la clausola di salvaguardia, era indispensabile che il numero dei permessi di soggiorno concessi ai lavoratori stranieri superassero almeno del 10% la media triennale, condizione soddisfatta l'estate scorsa. Nel 2011 sono stati 53'000 i cittadini dell’UE che hanno ottenuto in Svizzera un permesso di soggiorno.
Soggiorni di breve durata non toccati
Dall'introduzione della libera circolazione delle persone per gli 8 Stati dell'UE citati sono state rilasciate 6’000 autorizzazioni di soggiorno “B”. La media annuale delle autorizzazioni nei tre anni precedenti è di 2’075, per cui il limite per invocare la clausola è superato. Non sono invece adempiute le condizioni per i soggiorni di breve durata.
A partire dal primo maggio, le autorizzazioni di soggiorno B vengono contingentate a 2’000. Sulla base di un calcolo ipotetico, Simonetta Sommaruga ha sostenuto che il provvedimento potrebbe colpire 4’000 persone.
Una richiesta già avanzata dal Ticino
Già lo scorso 7 marzo il Consiglio di Stato ticinese aveva chiesto il contingentamento dei permessi di dimora. In una lettera alla Conferenza dei Governi cantonali, l'Esecutivo aveva proposto l'introduzione della clausola di salvaguardia, prevista dai bilaterali. Una richiesta bocciata, riviata al mittente, sostenuta solo da Argovia, Turgovia e Svitto.
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