Economia e Finanza

Michael Ambühl si dimette

Si occupava lui dei negoziati fiscali

  • 24.05.2013, 14:29
  • 4 maggio, 12:25
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Il segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali, Michael Ambühl, ha inoltrato le proprie dimissioni e lascerà l'incarico a fine agosto.

Un portavoce del Dipartimento federale delle finanze ha confermato oggi un'informazione anticipata da diversi media online. Il 62enne passerà alle dipendenze del Politecnico federale di Zurigo quale insegnante.

F igura importante nei negoziati con gli Stati Uniti

Lo scorso febbraio il segretario di Stato aveva sottoscritto assieme all'ambasciatore degli Stati Uniti Donald Beyer il cosiddetto Accordo FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act), che regola il trasferimento di informazioni sui conti detenuti dai contribuenti americani nelle banche elvetiche. L'intesa sarà sottoposta per approvazione alle Camere federali ed, eventualmente, al popolo. Attualmente Ambühl sta negoziando con Washington un accordo che dovrebbe risolvere il contenzioso fiscale che interessa numerose banche svizzere.

Widmer-Schlumpf dispiaciuta

La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha "preso atto con rammarico" delle dimissioni di Ambühl, stando a un comunicato del Dipartimento delle finanze, nel quale si ringrazia il segretario di Stato per i servizi resi alla Confederazione. Un successore sarà nominato a tempo debito e la continuità del lavoro sarà assicurata.

Critico Levrat

Di tenore analogo è stato il commento dell'Associazione svizzera dei banchieri. Non è invece stato per nulla tenero nei confronti del partente il presidente del Partito socialista Christian Levrat, secondo il quale sotto la guida di Ambühl la Svizzera è finita in una situazione di impasse, sia nel dialogo con l'UE che in quello con gli Stati Uniti. Da un lato, il diplomatico ha sottovalutato l'evoluzione in seno ai Ventisette: l'idea di un'imposta liberatoria si è rivelata "un completo fallimento" e ci si dirige ormai verso uno scambio automatico di informazioni. Dall'altro, di fronte alle pressioni di Washington la Confederazione ha finito con il cedere più del previsto. Le banche elvetiche pagheranno cifre ancor più alte di quelle concordate da UBS e Wegelin e in cambio la Svizzera non riceverà nulla.

"Il momento è delicato"

Christophe Darbellay, presidente del PPD, preferisce evidenziare la delicatezza del momento in cui Ambühl ha deciso di lasciare. "Sono in mano sua tutti i dossier più caldi", ha ricordato, sottolineando le doti didattiche e di modestia del diplomatico. "Nessuno è insostituibile, ma alcuni lo sono più di altri", ha detto.

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  • Le reazioni raccolte da Mattia Serena

    RSI Info 24.05.2013, 20:27

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