Presentata al Consiglio di sicurezza dell'ONU dai paesi occidentali, la bozza di risoluzione che avrebbe esteso il mandato della missione di monitoraggio in Siria è stata bocciata da Russia e Cina.
Per Mosca e Pechino si tratta del terzo veto su risoluzioni delle Nazioni Unite per aumentare la pressione sul presidente siriano Bashar al-Assad. Il testo, che ha incassato 11 voti a favore su 15, con l'astensione di altri due membri del Consiglio di sicurezza, minacciava anche sanzioni nei confronti di Damasco. I primi due veti di Russia e Cina sulla situazione siriana risalgono all'ottobre de 2011 e al febbraio di quest'anno.
La delusione di Francia e USA
"Questo voto non ci fermerà". Lo ha affermato l'ambasciatore francese presso le Nazioni Unite, Gérard Araud, dopo il veto posto da Mosca e Pechino. Il delegato di Parigi ha criticato i due membri permanenti del Consiglio di sicurezza dicendo che, opponendosi alla risoluzione, hanno di fatto negato all'inviato speciale Kofi Annan gli strumenti da lui stesso richiesti per la pace siriana.
"Ancora più deplorevole dei primi due". L'ambasciatrice americana Susan Rice ha definito così il veto russo e cinese, ribadendo che la risoluzione avrebbe dato il necessario sostegno al lavoro svolto da Kofi Annan. La delegata statunitense ha inoltre sottolineato che, oggi, l'organo ONU "ha perso un'altra opportunità per lavorare insieme".
"No all'intervento militare"
A detta dell'ambasciatore russo, che al Consiglio di sicurezza ha posto il veto assieme al diplomatico cinese, la bozza di risoluzione avrebbe aperto la porta a un intervento militare in Siria. Vitaly Churkin ha poi spiegato che le sanzioni sarebbero state applicate in modo unilaterale nei confronti del Governo di Damasco e non verso l'opposizione. Il delegato di Mosca ha anche criticato le dichiarazioni dei colleghi occidentali espresse dopo il voto.



