Economia e Finanza

Pechino e la sua "riforma" sicurezza

Il Comitato centrale non ha parlato solo di economia durante il suo terzo plenum; Intervista a Simone Pieranni: "Vogliono evitare uno Snowden cinese"

  • 13.11.2013, 18:04
  • 4 maggio, 12:05
Bo Xilai

Bo Xilai

  • KEYSTONE

Pechino ha annunciato riforme economiche importanti, epocali . Ma la novità scaturita dal terzo plenum del 18esimo Comitato centrale sembra essere un’altra.

“La creazione di una commissione per la sicurezza dello Stato è una vera novità e testimonia la volontà della Cina di dotarsi di uno strumento che le moderne democrazie occidentali possiedono già”, afferma Simone Pieranni giornalista di China Files e del Manifesto che abbiamo contatto telefonicamente (ascolta l’intervista a lato) , “sotto questo istituto confluiranno tutte le forze di sicurezza. L’obiettivo è quello di tenere sotto controllo le tensioni interne (Tibet e Xinjiang) e anche, per esempio, le proteste ambientali”. Ma non solo, questo organo sembra nascere anche per avere un controllo più stretto sulle questioni informatiche onde evitare “uno Snowden cinese”.

A chi non piaceranno queste riforme

Pieranni, che conosce bene la complicata realtà politica, sociale ed economica della Cina, ci spiega che le riforme economiche discusse dal Partito comunista (meno Stato e più mercato) non piaceranno alle aziende di Stato e in particolare ai funzionari che vedranno il loro potere economico diminuire. Ma non soddisfano in realtà nemmeno il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale che si aspettavano riforme più incisive.

L'importanza del ceto medio e la questione "democrazia"

Una boccata d’ossigeno invece la riceverà il ceto medio,”che è il soggetto principale della politica economica cinese: esso potrà godere da un lato di una maggiore propensione al consumo”, sottolinea Pieranni, “e dall’altro spenderà meno nell’educazione e nella sanità”.

Ma queste riforme economiche renderanno un po’ più democratica la Cina? “La risposta è no. Il Partito comunista rimane l’unico partito, non sono previste riforme politiche, anche se una liberalizzazione di alcuni settori dell’economia e un’espansione del ceto medio potranno portare a richieste democratiche”. Rimangono aperti due punti: da una parte la possibilità di archiviare la politica del figlio unico e dall’altro la riforma dei campi di lavoro. Per entrambi, “le discussioni sono in corso”.

Alessandra Spataro

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"Fino ad ora siamo a un gesto provocatorio, senza conseguenze pratiche. Bisognerà capire se verrà bloccata sul nascere questa iniziativa. Per ora è solo una sorta di “boutade” di un gruppo che non ha ancora trovato riferimenti in funzionari del Partito comunista che abbiano la voglia di affrontare questa sfida che al momento sembra essere difficile".

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    RSI Info 13.11.2013, 17:03

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