Economia e Finanza

Politica energetica svizzera ambiziosa

Lo dice l'AIE che invita a non sottovalutare le difficoltà

  • 03.07.2012, 19:28
  • Ieri, 12:39
Il discusso impianto di Mühleberg

Il discusso impianto di Mühleberg

  • KEYSTONE

Da una parte l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 di un quinto entro il 2020. Dall’altra la volontà di applicare una strategia di uscita progressiva dal nucleare. Una sfida ambiziosa secondo quanto si può leggere in un rapporto dedicato alla Svizzera dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) che mette così in evidenza le difficoltà che la Confederazione potrebbe incontrare sul suo cammino.

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  • Il servizio di Johnny Canonica

    RSI Info 03.07.2012, 20:35

Misure per ora non sufficienti

Nello studio viene sottolineato che la modernizzazione del sistema energetico comporterà costi elevati: le misure proposte fino ad ora per porre un freno ai consumi, ha affermato la direttrice dell’AIE Maria van del Hoeven, non sono sufficienti.

Abbandonare l’atomo, una bella idea ma…

Il consumo di elettricità inoltre, tenderà ad aumentare nei prossimi anni e in questo
contesto la scelta di rinunciare all'atomo è “particolarmente ambiziosa”. La soluzione più semplice sarebbe di ricorrere alle centrali a gas: il costo dell'elettricità, per effetto della compensazione delle emissioni di C02, sarebbe però più alto.

Continuiamo sulla nostra strada

Tutto sommato positivi i commenti della consigliera federale Doris Leuthard, secondo la quale “questo sguardo esterno sulla politica energetica svizzera è molto importante”. “Siamo in gran parte d'accordo con le conclusioni del rapporto, che ci conforta nella nostra politica energetica, certamente ambiziosa, ma giusta.

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