Economia e Finanza

Raddoppio privatizzato? "Ultima ratio"

Il comitato per il nuovo tunnel è contrario al pedaggio

  • 20.02.2012, 18:28
  • Ieri, 12:33
Fabio Regazzi

Fabio Regazzi

  • �Ti-Press/Samuel Golay

La pubblicazione dello studio su un raddoppio del tunnel autostradale finanziato con soldi privati non coglie di sorpresa il Comitato per il completamento del San Gottardo. "Ci eravamo già confrontati con questa problematica", afferma Fabio Regazzi.

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  • Il servizio di Michele Rauch

    RSI Info 20.02.2012, 18:51

"Solo se Berna rinuncia"

Come sostiene il consigliere nazionale del PPD, però, un finanziamento pubblico, analogo a quello delle altre grandi opere nazionali, sarebbe decisamente da preferire. L'ipotesi ventilata da economiesuisse potrebbe essere presa in considerazione se Berna rinunciasse a un secondo tubo per motivi finanziari, quindi solo "come ultima ratio".

"Pedaggio inaccettabile"

A disturbare è in particolare l'idea, "inaccettabile", che i ticinesi debbano versare un pedaggio per attraversare le Alpi. "L'economia cantonale non deve essere penalizzata", afferma Regazzi, "chi attraversa il Seelisberg, per esempio, non paga". Sarebbe diverso, invece, se fosse la Confederazione a farsi carico del balzello.

"La prima domanda: raddoppio sì o no?"

Il secondo problema è quello del tempo a disposizione: la preparazione di una collaborazione fra pubblico e privato di questa portata ne richiede molto e il risanamento della galleria esistente è previsto già per il 2020-2025. Una difficoltà, questa, evidenziata anche dal portavoce dell'Ufficio federale delle strade Thomas Rohrbach: "definire i dettagli sarebbe parecchio complicato". La prima domanda a cui deve ancora essere data risposta, ricorda però Rohrbach, "è se realizzare o meno il secondo tunnel" in vista del risanamento del primo. La politica federale si sta occupando per ora di questo, sulla base dei rapporti esistenti.

Sconti per utilizzatori frequenti

Dominique Reber di economiesuisse difende naturalmente il finanziamento privato preconizzato dallo studio, che sarebbe a suo dire vantaggioso anche per lo Stato, e risponde alla critica sui pedaggi: per utilizzatori frequenti, come per il Gran San Bernardo andrebbero previsti sconti, perché non devono essere loro a sopportare gran parte dei costi dell'opera.

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