La crisi fra Russia e Ucraina, a due giorni dal referendum in Crimea, incombe come una spada di Damocle sui mercati finanziari mondiali. La Borsa svizzera ha concluso oggi (venerdì) una settimana tutta al ribasso, inanellando la sesta seduta negativa consecutiva. L’indice dei valori guida, lo SMI, ha registrato una flessione dell’1,12% a 8'114,02 punti.
Wall Street, dopo una partenza debole, ha ripreso un po’ di vigore, ma questo non è bastato a invertire la tendenza. La soglia psicologica degli 8'000 punti, così, si avvicina sempre più pericolosamente. I titoli maggiormente sensibili alla congiuntura, come ABB e Holcim, sono stati particolarmente colpiti, mentre sul settore del lusso (Swatch, Richemont) hanno pesato i dubbi sulla tenuta dell’economia cinese.
Non è andata così su tutte le altre principali piazze borsistiche: infatti, se Londra ha ceduto lo 0,40% e Parigi lo 0,8%, Francoforte ha recuperato lo 0,43%. Male Mosca, con i due principali indici (micex e RTS) in calo rispettivamente di 0,89 e 1,43 punti.
ATS/AFP/pon





