I ristorni dei frontalieri sono stati sbloccati dal Consiglio di Stato ticinese. Lo ha comunicato stamani il Dipartimento federale della finanze in un comunicato nel quale si annuncia un imminente incontro tra la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf e il premier italiano Mario Monti. Nella nota si precisa che “il relativo ordine di pagamento (di 28 milioni di franchi) in favore dell'Italia è stato dato”.
La svolta nella vertenza fiscale è giunta oggi in un incontro tra il segretario di Stato Michael Ambühl, capo della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, e l'ambasciatore Carlo Baldocci, consigliere diplomatico del Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano.
Le parti hanno convenuto "l'istituzione di un gruppo di pilotaggio che lavori per risolvere le questioni pendenti e che si riunirà per la prima volta il 24 maggio 2012".
Borradori e Sadis a Berna
Una delegazione del Governo ticinese composta da Marco Borradori e Laura Sadis si è recata a Berna per partecipare a una conferenza stampa congiunta con Eveline Widmer-Schlumpf.
Le questioni sul tavolo
Anche alla luce dei recenti sviluppi a livello di Unione Europea, nell’incontro tra Ambühl e Baldocci si è discusso del modello di convenzione sulla regolarizzazione dei valori patrimoniali detenuti in Svizzera da contribuenti non residenti e sull'introduzione di un'imposta alla fonte sui futuri redditi da capitale.
Le discussioni tra Svizzera e Italia hanno riguardato anche l'accesso ai mercati finanziari, le black list, la revisione della Convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni (anche con riferimento allo scambio d'informazioni) e l'accordo relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri (che risale al 1974 e che prevede un ristorno del 38,8%).
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