Economia e Finanza

Signa deposita il bilancio

Insolvente la holding dell’immobiliarista austriaco Rene Benko, a cui Julius Bär aveva prestato oltre 600 milioni di franchi - È la mossa estrema per una ristrutturazione che possa salvarla

  • 29 November 2023, 10:54
  • 29 November 2023, 12:52
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RG 12.30 del 29.11.2023 Il servizio di Johnny Canonica

Di: ATS/pon

Signa, la holding a cui fa capo l’impero immobiliare del miliardario austriaco Rene Benko, deposita il bilancio presso il tribunale del commercio di Vienna. Il passo è stato anticipato di qualche ora da un comunicato diffuso oggi, mercoledì, in tarda mattinata.

“Malgrado gli sforzi considerevoli delle ultime settimane, non è stato possibile raccogliere fondi a sufficienza per evitare questa soluzione”, si legge nella nota. Lo scopo della misura è quello di “proseguire in modo ordinato le operazioni della società” sotto il controllo delle autorità, procedendo nel contempo a una ristrutturazione.

Coproprietaria fra l’alto del Chrysler Building di New York e dei grandi magazzini Globus, Signa è entrata in una spirale di difficoltà a causa dell’aumento dei tassi di interesse e dei costi di costruzione. A partire da maggio ha cominciato a vendere proprietà su proprietà per raccogliere fondi. In pochi mesi aveva ceduto asset per due miliardi di euro. In agosto la Banca centrale europea aveva avvertito gli istituti creditori di procedere ad accantonamenti. Fra questi c’è anche la banca privata svizzera Julius Bär, che come emerso nei giorni scorsi risulta esposta per 606 milioni di franchi.

RG 12.30 del 27.11.2023 La corrispondenza di Gianluca Olgiati

  • keystone
  • 27.11.2023
  • 13:05

In ottobre Benko aveva assunto un noto consigliere finanziario tedesco, Arndt Geiwitz, per affidargli il risanamento della sua creatura. In novembre, messo sotto pressione, gli aveva poi ceduto il comando. Nel frattempo, Signa ha interrotto i lavori a due dei maggiori progetti di cui si stava occupando, la Alte Akademie di Monaco di Baviera e la Elbtower di Amburgo. Tutto questo non è bastato: circolava la voce che servisse urgentemente mezzo miliardo di euro. Pochi giorni dopo la controllata tedesca Signa Real Estare Management, anche la holding ha dovuto ora dichiararsi insolvente.

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