Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite domani pomeriggio voterà una risoluzione sulla Siria, che prevede una proroga di 45 giorni della missione degli osservatori dell’ONU, nonché la minaccia di sanzioni contro il regime di Damasco qualora il documento non venisse rispettato.
Un documento, promosso da Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia e Germania, che prevede – oltre alle canoniche sanzioni diplomatiche ed economiche – un intervento militare straniero nel caso in cui l’esercito lealista non cessi di usare le armi pesanti nelle città e non ritiri le truppe entro dieci giorni dall'adozione del testo. L’intervento delle forze armate occidentali resta comunque un’ipotesi molto lontana.
Kofi Annan in visita da Vladimir Putin
Al momento, come da copione, solo la Russia e la Cina continuano ad opporsi, peraltro in maniera sempre meno convincente, alle risoluzioni proposte a Palazzo di vetro. Oggi Vladimir Putin, a colloquio a Mosca con l’inviato dell’ONU Kofi Annan, ha dichiarato di sostenere tutti gli sforzi della comunità internazionale volti al ripristino della pace in Siria.
Da parte sua l'ex segretario generale delle Nazioni Unite ha sostenuto che “la crisi siriana si trova a un bivio e che questo è un momento chiave e di svolta”. Infine si è augurato di tornare nella capitale russa, ma non per risolvere una questione così tragica.
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