Le gravi violazioni dei diritti umani in Siria sono cresciute in numero, frequenza e
intensità, ha denunciato oggi a Ginevra il presidente della Commissione d'inchiesta dell'ONU sulla situazione in Siria, il diplomatico e professore brasiliano Paulo Pinheiro.
"La frequenza con la quale si verificano tali gravi violazioni supera la capacità della Commissione di indagare", ha aggiunto, esortando il Consiglio di sicurezza a denunciare la situazione alla Corte penale internazionale (CPI).
Violazioni dalle 2 parti e combattenti stranieri
In Siria, ha ancora dichiarato Pinheiro, tanto le forze governative quanto i ribelli hanno commesso crimini di guerra e pesanti violazioni dei diritti umani e le forze di regime si sono macchiate anche di crimini contro l'umanità. Il presidente della Commissione d'inchiesta ha ancora sottolineato la "crescente presenza di elementi stranieri, tra cui militanti jihadisti. Alcuni stanno si unendo alle forze antigovernative, mentre altri stanno creando i propri gruppi e operano in modo indipendente. Tali elementi tendono a spingere i combattenti anti-governativi verso posizioni più radicali», ha detto Pinheiro.
Ieri Teheran aveva confermato che i Pasdaran iraniani operano in Siria anche se il loro comandante Mohammad Ali Jafari ha sottolineato che l'azione è limitata alla consulenza alle forze governative e non c'è presenza militare.
Violenze interreligiose
Pinheiro ha detto inoltre che le tensioni settarie sono aumentate drammaticamente in Siria, in particolare nei governatorati Latakia e Idlib: "Rapimenti e uccisioni sono in corso tra sunniti da un lato, e sciiti e alawiti dall'altro mentre gruppi minoritari, come cristiani e drusi organizzerebbero gruppi di autodifesa, perché le loro comunità si sentono minacciate dalla violenza sempre più settaria".
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