James Holmes, lo sparatore dello scorso venerdì a Denver, farà la sua prima apparizione in tribunale oggi alle 16:30 svizzere (8:30 locali); intanto si trova nel carcere della contea, ha un avvocato e secondo la stampa americana non starebbe collaborando con le autorità.
L’inchiesta prosegue
Se il mitragliatore di Holmes non si fosse inceppato, il massacro sarebbe stato ancora più sanguinoso; lo rivelano le indagini sulla carneficina al cinema Century di Aurora.
Il folle aveva equipaggiato il suo fucile con caricatori in grado di sparare 50-60 colpi al minuto; avrebbe insomma potuto sterminare tutti gli spettatori. Invece ha dovuto ripiegare su un’arma meno micidiale.
Si scava nella vita del giovane
Classe 1987, fino allo scorso mese di maggio Holmes era uno studente modello iscritto a un dottorato di ricerca in neuroscienza, dove era in procinto di presentare una ricerca per il corso di psichiatria e disordini neurologici che frequentava.
Ora invece è ”il fantasma di Denver”, come lo hanno ribattezzato i cronisti. Non ha un profilo su Facebook (né su Twitter o altri social network) e non sembra aver avuto contatti con terze persone negli ultimi mesi. Abbandonati gli studi, ha ordinato online armi, munizioni (6’000 pallottole) ed esplosivi. Si è chiuso in casa e ha preparato l’attentato.
Barack Obama omaggia le vittime
Ieri pomeriggio il presidente Barack Obama ha omaggiato di persona i familiari delle vittime e ha visitato le decine di feriti negli ospedali della città, mentre la gente si è raccolta in preghiera nelle chiese e nelle scuole della zona.




