Inaki Urdangarin, genero di re Juan Carlos di Spagna, è giunto oggi al tribunale di Palma di Maiorca per essere interrogato su una vicenda di presunta corruzione. Una situazione imbarazzante per la monarchia iberica, che si avvicina a una delicata successione: se da una parte – prima o poi – Juan Carlos (74) dovrà cedere il trono a Felipe (44), dall’altra c’è chi prepara un referendum sul ritorno alla Repubblica, mentre i sondaggi dimostrano scarsa fiducia verso i reali.
Sottratti soldi pubblici, rischia da tre a otto anni
Urdangarin – marito di Cristina, figlia più giovane del re, ed ex campione olimpico di pallamano – è accusato di aver stornato ingenti quantità di denaro pubblico attraverso una Fondazione sportiva no-profit di cui è stato presidente dal 2004 al 2006. Rischia da tre a otto anni di carcere, ma continua a dichiararsi innocente: “Commessi solo errori amministrativi”.
Urdangarin non si tira indietro, sì al "calvario dell'imputato"
La Casa Reale, per ragioni di sicurezza, aveva chiesto che Urdangarin potesse giungere al Palazzo di giustizia in auto, evitando così il cosiddetto “calvario dell’imputato”: 30 metri a piedi fino all'ingresso, fra giornalisti, telecamere e avversari politici. Ma Urdangarin non si è tirato indietro ed è giunto all’interrogatorio con le sue gambe: “Sono qui per dimostrare la mia innocenza e difendere il mio onore”, ha detto. Ad accoglierlo, 300 manifestanti e cartelli come questo: “Monarchia-corruzione”.
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