Si conclude domani la breve procedura di consultazione sulla reintroduzione nell'aprile 2013 della moratoria per gli studi medici (solo specialistici stavolta), a 16 mesi dalla fine della precedente. Dottori, assicuratori e cantoni trovano tutti un buon motivo per contestare il progetto.
Fra i partiti, i contrari sono due, PLR e PPD, che affiancano l'associazione mantello delle casse malati, santésuisse, nel chiedere più concorrenza e meno norme per regolare il settore. La soluzione passa secondo loro per la soppressione dell'obbligo di contrarre, che costringe le assicurazioni a rimborsare le prestazioni di tutti i medici riconosciuti.
Viene inoltre criticato l'eccessivo margine di manovra concesso ai cantoni, che dal canto loro ritengono invece di non averne abbastanza. Ma a salire sulle barricate sono soprattutto i diretti interessati, i medici, compresi quelli di famiglia. L'FMH ritiene che il Consiglio federale avrebbe dovuto adottare una soluzione differenziata: il boom delle nuove aperture (1'500 domande fra gennaio e settembre, contro le 600 in tutto il 2011) non riguarda infatti allo stesso modo tutte le regioni e tutte le specializzazioni. Infine, anche H+, che rappresenta gli ospedali, valuta "affrettato" il progetto governativo.



