In una lettera indirizzata al Consiglio federale, i parlamentari svizzeri chiedono di inoltrare alle autorità di Kiev una proposta per far curare l'ex premier ucraino su suolo elvetico.
Condannata per abuso di potere
Condannata lo scorso anno in patria a sette anni per abuso di potere, da quasi dieci mesi la leader dell'opposizione Iulia Timoshenko si trova in carcere, dove le sue condizioni di salute si sono progressivamente aggravate. Visitata negli scorsi mesi in prigione da un team internazionale di medici, le era stata riscontrata una dolorosa ernia al disco: dopo aver rifiutato un ricovero in una clinica locale, le autorità di Kiev avevano escluso che potesse recarsi all'estero per essere curata.
Fare chiarezza, in modo imparziale e immediato
Nello scritto del gruppo parlamentare, presieduto dai consiglieri nazionali Christa Markwalder (PLR/BE) e Martin Bäumle (PVL/ZH), si invita il Governo del presidente ucraino Viktor Ianukovich a fare chiarezza, in modo imparziale e immediato, sulle accuse di tortura e altre forme di crudeltà perpetrate contro l'ex premier.
Nessun boicottaggio degli europei di calcio
I parlamentari elvetici si sono nel contempo dichiarati contrari ad ogni forma di boicottaggio: "non serve a niente schierarsi con leggerezza per una delle parti", hanno commentato riferendosi alle minacce espresse da diversi paesi di non partecipare agli europei di calcio che avranno luogo fra giugno e luglio in Polonia e Ucraina.
Un processo politico
Nonostante la prudenza dimostrata nel documento, anche il gruppo parlamentare in questione si dice non completamente convinto della "legalità della detenzione della Timoshenko e, a quanto pare, di altri membri del suo governo". Il Consiglio federale non ha ancora espresso un'opinione sulle richiesta giunte, mentre il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è dichiarato preoccupato per l'incarcerazione e lo stato di salute della donna, condividendo la richiesta del gruppo parlamentare di un'indagine sulle accuse di tortura.





