Economia e Finanza

Tornano a sparare i cannoni ad Aleppo

Non si ferma la fuga di profughi siriani verso la Turchia

  • 07.08.2012, 14:23
  • Ieri, 12:36
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Le bombe non frenano la diplomazia internazionale. Questo pomeriggio il capo del corpo diplomatico di Teheran, Ali Akbar Salehi, si recherà ad Ankara per discutere della situazione in Siria con il collega turco Ahmet Davutoglu.

La visita giunge all'indomani della defezione dell'ex-premier siriano, Riad Hijab e dopo la decisione di Teheran hdi chiedere aiuto alla Turchia per ottenere la liberazione di 48 pellegrini iraniani rapiti dai ribelli sunniti siriani a Damasco.

Il presidente Bachar al Assad, dal canto suo, ha ricevuto Said Jalil, l'inviato della guida suprema iraniana ayatollah Ali Khamenei. Prima di giungere a Damasco Jalili era stato due giorni a Beirut dove aveva incontrato, tra gli altri, il leader di Hezbollah, il sayyid Hasan Nasrallah. L'Iran è da oltre trent'anni un fedele alleato del regime di Assad e un'eventuale caduta di quest'ultimo avrebbe ripercussioni negative sull'influenza iraniana nella regione. La visita di oggi giunge a 24 ore dalla convocazione, da parte del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, di una riunione giovedì prossimo dei rappresentanti di Paesi - non specificati - che hanno una "posizione realistica" nei confronti della questione siriana.

Le armi continuano a sparare

Intanto, nel paese, stamani sono ripresi i combattimenti tra ribelli e governativi ad Aleppo, nel nord della Siria, dove per tutta la notte l'aviazione e l'artiglieria del presidente Bashar al Assad hanno bombardato le roccaforti dei ribelli. Secondo alcune fonti non ufficiali diverse persone avrebbero perso la vita e numerose altre sarebbero rimaste ferite.

Aumentano i profughi in Turchia

Oltre mille profughi e disertori siriani, fra cui un generale, sono entrati in Turchia nelle
ultime 24 ore. Lo rende noto l'agenzia turca Anadolu secondo cui i rifugiati sono circa
50'000, ospitati in nove campi allestiti lungo il confine, nelle province di Hatay, Kilis, Sanliurfa e Gaziantep.

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