A tre settimane dal lancio dell'operazione militare in Mali, il presidente francese François Hollande è atterrato stamani a Sevare, nel centro del paese africano, per una visita di poche ore.
Hollande, accolto al suo arrivo dal presidente maliano ad interim Dioncounda Traoré, è giunto accompagnato da tre ministri: Laurent Fabius (Esteri), Jean-Yves Le Drian (Difesa) e Pascal Canfin (Sviluppo). Il capo dell'Eliseo vuole favorire l'intervento rapido di altre forze africane.
"La sicurezza è tornata"
Hollande è stato a Timbuctù e nella capitale Bamako. "La sicurezza è tornata”, ha detto nel corso della visita alla moschea di Timbuctù, a cui partecipava - tra l'altro - anche la direttrice generale dell'UNESCO, Irina Bokova.
“Siamo venuti qui anche per mostrare che sono i musulmani stessi ad aver liberato il loro territorio”, ha spiegato il presidente francese. “La lotta comunque non è finita, le autorità maliane vogliono ritrovare la loro integrità territoriale”.
“Non voglio immischiarmi nella vita politica del Mali, non è lo scopo dell'operazione”, ha poi tenuto a precisare Hollande, esprimendo “fierezza” per l'operazione militare.
Appello dell'ONU
L'ONU ha intanto chiesto all'esercito maliano di proteggere tutti i civili, indipendentemente dalla razza e dall'etnia. L'appello è stato lanciato dopo la notizia di rappresaglie delle forze regolari contro civili di origine tuareg o araba nel corso della loro offensiva contro gli insorti di fede islamica.



