Wegelin non intende comparire davanti alla giustizia americana, che l'accusa di avere aiutato facoltosi cittadini americani ad evadere il fisco per 1,2 miliardi di dollari. Per la seconda volta l'istituto privato sangallese, che non ha succursali negli Stati Uniti, ha rifiutato di comparire con suoi rappresentanti legali davanti a un giudice di New York.
Come già successo nella prima udienza in febbraio, la banca non ha risposto all'intimazione a presentarsi e in aula il banco della difesa è rimasto vuoto. Il giudice l'ha quindi considerata “fugitive”, cioè latitante.
Un mandato d'arresto in vista?
La procura statunitense sta ora verificando la possibilità si spiccare un mandato di cattura contro uno dei soci dell'istituto. Non è però al momento ancora chiaro se il tribunale abbia la competenza per un simile passo e come potrebbero agire le autorità svizzere, nel caso in cui dovesse essere adottata una decisione simile.
Nessun obbligo
Dal canto suo, Wegelin & Co ha pubblicato un comunicato in cui spiega che in base al diritto svizzero non è tenuta a presentarsi davanti al giudice americano. Questo in ossequio all'articolo 69 della legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale, secondo il quale “chiunque riceve una citazione a comparire davanti a un'autorità estera non è tenuto a ottemperarvi”.
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