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È morto Nelson Mandela

Lo storico leader anti-apartheid ed ex-presidente del Sudafrica si è spento a 95 anni

  • 06.12.2013, 15:09
  • Ieri, 12:27
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È morto giovedì all’età di 95 anni Nelson Mandela, ex presidente sudafricano, premio Nobel per la pace e simbolo della lotta contro l’apartheid.

La notizia della morte di Nelson Mandela è stata data in diretta televisiva dallo stesso presidente del Sudafrica, Jacob Zuma.

"Voglio ricordare con semplici parole la sua umiltà, la sua grande umanità, per la quale il mondo intero avrà grande gratitudine per sempre", ha dichiarato Zuma, rendendo omaggio alla figura dello scomparso."La sua anima riposi in pace. Dio benedica l'Africa", ha quindi aggiunto il presidente, preannunciando i funerali di Stato e le bandiere a mezz'asta in tutto il paese fino al giorno delle esequie.

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Condizioni di salute aggravatesi dallo scorso giugno

Madiba – come lo chiamano affettuosamente i suoi sostenitori – dopo un ricovero in un ospedale di Pretoria iniziato l’8 giugno per una recrudescenza di una grave infezione polmonare, connessa ad una tubercolosi contratta nei 26 anni passati in prigione, era tornato il primo settembre nella sua abitazione di Houghton. In aprile l’ex capo di Stato era già stato ricoverato sempre a Pretoria per lo stesso motivo.

I medici al momento del trasferimento a casa, secondo quanto riferito da fonti governative, avevano assicurato che il 95enne, malgrado le sue condizioni di salute sempre critiche, avrebbe beneficiato di cure della stessa qualità di quelle ricevute nel nosocomio.

Diatriba familiare durante la degenza

Durante le settimane estive della degenza all’ospedale si sono rincorse le voci sul fatto che Mandela fosse ricoverato in coma, ma il presidente Zuma ha sempre smentito tale notizia.

Le informazioni sullo stato vegetativo, diffuse a inizio giugno dall'agenzia stampa AFP, che si è basata su un documento giudiziario del 26 giugno in cui si afferma che il premio Nobel per la pace è in coma e sotto assistenza respiratoria, hanno attirato l’attenzione sulla diatriba familiare che ha portato gli eredi in tribunale. In sostanza non vi era accordo sul luogo di sepoltura di Madiba.

Il testo delle istanze giudiziarie infatti non avrebbe dovuto essere reso pubblico poiché redatto per un tribunale regionale per sostenere una denuncia depositata da una parte della sua famiglia per ottenere il rimpatrio delle salme di tre figli di Mandela nel villaggio di Qunu, dove Madiba desidera essere sepolto.

Un vuoto difficile da colmare

La dipartita di Madiba è un duro colpo per il popolo sudafricano. Considerato a pieno titolo il padre della patria, Nelson Mandela è stato il primo presidente eletto dopo la fine dell’apartheid (la politica di segregazione razziale istituita dal Governo di etnia bianca) ed il primo presidente di colore della storia della nazione.

Uno dei massimi esponenti della lotta antisegregazionista, Mandela venne imprigionato nel 1964 e trascorse ben 26 anni della sua vita in carcere, accusato di lotta armata, sabotaggio e cospirazione. Le crescenti proteste dell’Africa National Congress (ANC) – il partito politico fondato nell’epoca della lotta all’apartheid – e della comunità internazionale portarono al suo rilascio l’11 febbraio del 1990.

Tornato libero, Mandela divenne presidente dell’ANC e partecipò alle elezioni politiche del 1994, le prime multirazziali, vincendo contro il presidente uscente bianco Frederik Willem de Klerk. Mandela presiedette la transizione dal vecchio regime di apartheid alla democrazia, gettando così le basi per la costruzione del moderno Sudafrica.

Paolo Beretta e Ludovico Camposampiero

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La biografia di Nelson Rolihlahla Mandela

Nato nel 1918 in un piccolo villaggio sulle rive del fiume Mbashe, Nelson Mandela è stato il primo presidente eletto dopo la fine dell’apartheid - rimasto in carica dal 1994 al 1999 - ed il primo capo di stato di colore dalla nascita dello Stato. Insieme a Frederik Willem de Klerk, suo predecessore alla guida del paese, è stato insignito del premio Nobel per la pace nel 1992. È stato il massimo esponente del movimento anti-apartheid e, nonostante abbia trascorso in carcere ben 27 anni, ebbe un ruolo determinante della caduta del regime segregazionista, istituito dal governo dei bianchi nel dopoguerra e rimasto in vigore fino al 1993. Dall’elezione di "Madiba" il suo partito, l’African National Congress (ANC), è rimasto ininterrottamente alla guida del paese. Mandela partecipò attivamente all’opposizione al regime sudafricano, che negava qualsiasi diritto politico, sociale o civile alla maggioranza nera. Nel 1942 si unì all’ANC e dopo la vittoria alle elezione del 1948 del Partito Nazionale – di destra, fautore di una politica di segregazione razziale – ebbe un ruolo fondamentale nell’assemblea popolare del 1955, che con l'adozione della Carta della Libertà stabilì il fondamentale programma della causa anti-apartheid. Arrestato insieme ad altre 50 persone il 5 dicembre del 1956, venne accusato di tradimento ma assolto insieme agli altri imputati in seguito ad un processo durato cinque anni. Dopo l’uccisione nel marzo del 1960 di alcuni manifestanti disarmati a Sharpeville, Mandela e altri suoi colleghi appoggiarono la lotta armata. Co-fondatore dell'ala armata Umkhoto we Sizwe dell'ANC, nel 1961 ne divenne il comandante. Nel 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana e imprigionato con l’accusa di viaggi illegali all’estero e incitamento allo sciopero. Nel frattempo altri esponenti di spicco dell’ANC vennero arrestati e con lui condannati all’ergastolo il 12 giugno del 1964. Tra i capi di imputazione figuravano l’organizzazione di azioni armate, il sabotaggio e la cospirazione ai fini dell’invasione del Sudafrica da altri paesi. Mandela rifiutò un’offerta di libertà condizionata in cambio della rinuncia della lotta armata e durante gli anni di prigionia divenne il principale esponente della lotta antisegregazionista: lo slogan "Nelson Mandela Libero" divenne l'urlo di tutte le campagne anti-apartheid del Mondo. Le crescenti proteste dell’ANC supportate dalla Comunità internazionale, portarono alla scarcerazione di Madiba l’11 febbraio del 1990. Ritornato cittadino libero, Mandela si candidò alle elezioni presidenziali del 1994, vincendole per poi guidare la transizione dal vecchio regime alla democrazia.

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  • RG 12.30 6.12.2013

    RSI Info 06.12.2013, 13:37

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  • L'intervista di Emiliano Bos a Johannesburg nel 2012

    RSI Info 02.09.2013, 14:36

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  • Estratto dell'intervista di Roberto Antonini al Forum di Davos nel 1992

    RSI Info 02.09.2013, 14:35

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