I separatisti filorussi e le milizie ucraine schierate con Kiev si sono resi colpevoli, secondo Amnesty International, di crimini di guerra. Inoltre, in un comunicato rilasciato domenica dall’organizzazione umanitaria, si denuncia anche l’ingerenza di Mosca nel conflitto. Intanto, la tregua raggiunta venerdì a Minsk sembra reggere. E ciò nonostante le esplosioni continuate (le agenzie parlano di molti colpi di artiglieria) a Mariupol, città portuale nell'Ucraina orientale.
“Tutte le parti si sono mostrate indifferenti rispetto alla vita dei civili e negligenti in maniera flagrante degli obblighi internazionali”, scrive Salil Shetty, segretario generale dell’associazione.
Sono state raccolte informazioni su rapimenti e torture da parte dei secessionisti, di pestaggi perpetrati da volontari schierati dalla parte del Governo centrale e di “bombardamenti alla cieca” dell’esercito di Kiev.
Basandosi su foto satellitari, inoltre, l’organizzazione vuole dimostrare che la Russia “alimenta chiaramente il conflitto”, sia con un ingerenza diretta, con soldati sul terreno, sia con il sostegno ai separatisti.
Ats/ZZ




