Il figlio oggi tredicenne che aveva ucciso nel 2011 suo padre, il neonazista statunitense Jeffrey Hall, è stato condannato a sette anni di carcere. La sentenza verrà scontata in un istituto di pena per minori.
Durante il processo l’accusa ha continuato a sostenere che il ragazzo potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza pubblica del paese, avendo mostrato comportamenti violenti sia prima sia dopo l’uccisione di suo padre, al quale sparò nel sonno.
La difesa dal canto suo ha replicato che la causa del gesto estremo deriva probabilmente dalla difficile infanzia dell’imputato, che veniva spesso picchiato dal padre. Nei giorni precedenti la sua morte l’uomo aveva minacciato la moglie e il figlio, affermando di volerli bruciare vivi nella loro abitazione.
ATS/GTa




