Un corposo numero di eletti alla Camera dei rappresentati di Washington, per altro tutti nel campo repubblicano, non sembrano aver digerito l’accordo recentemente raggiunto sulla questione del nucleare iraniano. I deputati hanno sottoscritto un testo contrario all’intesa.
Il Congresso sarà chiamato a votare, prima del 17 settembre, una risoluzione contraria all’accordo sottoscritto dalle grandi potenze mondiali con l’Iran. Se il documento dovesse essere approvato, il presidente USA Barack Obama non potrà ritirare le sanzioni economiche contro Teheran come previsto dall’intesa siglata a Vienna nelle scorse settimane.
I repubblicani sono in maggioranza nei due rami del Congresso e la risoluzione contraria all’accordo parrebbe avere i numeri per superare la votazione. A Obama non resterebbe che porre il suo veto che, per essere annullato, richiederebbe una seconda votazione con però i due terzi di favorevoli. Uno scoglio difficilmente superabile in quanto la maggioranza dei democratici seguono il presidente.
Red.MM/ATS/AFP/Swing






