Aerei vietnamiti hanno individuato in mare due ampie chiazze di petrolio, lunghe fra i 10 e i 15 chilometri, nell’area fra il Golfo di Thailandia e il Mare cinese meridionale dove sembra svanito nel nulla il Boeing 777 della Malaysia Airlines, decollato venerdì sera da Kuala Lumpur e mai giunto a destinazione a Pechino.
Non vi sono conferme del fatto che le scie siano da mettere in relazione con l’aereo, verosimilmente inabissatosi con 239 persone a bordo, ma le tracce sono compatibili con quelle che lascerebbero i serbatoi di carburante di un velivolo precipitato.
Dell’apparecchio stesso, però, ancora nessuna traccia. Il suo segnale è scomparso dai radar improvvisamente, meno di un’ora dopo la partenza, senza che i piloti avessero dato la benché minima comunicazione di avarie o problemi. Qualsiasi cosa sia accaduta, dunque, secondo il CEO della compagnia aerea Ahmad Jauhari Yahya, è stata del tutto improvvisa e ha avuto probabilmente conseguenze catastrofiche.
Intanto è stata fatta chiarezza sulla lista dei passeggeri. In un primo momento risultavano a bordo un italiano e un austriaco, ma le autorità hanno appurato che i due non sono mai saliti sul velivolo. I loro passaporti erano stati rubati due anni fa.
AP/pon/M.A.
Aiuto da esperti USA
L'agenzia americana per la sicurezza dei trasporti (NTSB) ha inviato una squadra di esperti in Malaysia per aiutare i tecnici locali nell'inchiesta sulla scomparsa del velivolo. “L'agenzia ha inviato una squadra di investigatori, accompagnati da consulenti della Boeing e della Federal Aviation Administration, che sono a disposizione per offrire assistenza”, si legge in una nota della NTSB.





