Si sono uditi ancora spari attorno al complesso che ospita fra gli altri l'hotel della catena thailandese Dusit e diversi ristoranti, preso d'assalto martedì da un gruppo di uomini armati. Questo a dispetto dell'annuncio del ministro dell'interno, secondo il quale "le operazioni sono concluse". Il bilancio dell'attacco, intanto, si aggrava: mancano cifre ufficiali, ma i morti sarebbero almeno una quindicina, fra cui anche alcuni stranieri. Tra di essi, confermata la presenza di almeno uno statunitense e un britannico. Verso le 3.30 del mattino, è stato recuperato e portato in salvo un gruppo di una ventina di persone.
RG 08.00 del 16.01.2019 La corrispondenza di Massimo Alberizzi
RSI Info 16.01.2019, 09:14
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L'attacco, rivendicato da un gruppo estremista somalo, è iniziato con l'esplosione di un ordigno (probabilmente azionato da un kamikaze), che è stata udita anche a diversi chilometri di distanza. Secondo un copione ormai collaudato, il commando terroristico di almeno quattro uomini è poi penetrato dentro l'edificio allo scopo di fare il maggior numero possibile di vittime.
Uno dei terroristi ripreso da una telecamera di sorveglianza
I precedenti
Da quando, nel 2011, le truppe kenyane partecipano alla lotta contro al Shabaab in Somalia, il paese è già stato bersaglio di diversi attacchi. Quello più sanguinoso risale al 2 aprile 2015, quando 148 persone (per la maggior parte studenti) vennero uccise all'università di Garissa. Furono 67, invece, i morti al centro commerciale Westgate di Nairobi il 21 settembre 2013. Più indietro nel tempo, il 7 agosto 1998, al Qaida prese di mira l'ambasciata statunitense, causando 213 morti e 5'000 feriti.






