La domanda formale di un’estensione di 6 mesi dell’accordo di prestito alla Grecia presentata a Bruxelles giovedì mattina ha provocato reazioni discordanti.
Se da una parte il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha fatto sapere che "il testo spiana la strada a un compromesso ragionevole", dall’altra il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble l’ha criticata, dicendo che “non è una proposta concreta di soluzione e non contempla le condizioni fissate” dai partner europei di Atene.
Nella lettera, il Governo di sinistra radicale di Alexis Tsipras fa tuttavia delle concessioni. In particolare accetta la supervisione dei suoi creditori (FMI, BCE e UE), anche se non si riferisce più a loro con il termine “troika” e si assume il compito di "finanziare completamente ogni nuova misura, astenedosi dal prendere azioni unilaterali che minerebbero gli obiettivi di bilancio".
"Venerdì l’Eurogruppo avrà due scelte, accettare la domanda greca o respingerla", ha detto un alto rappresentante del Governo ellenico, "vedremo allora chi vuole trovare una soluzione e chi no".
reuters/ats/ZZ
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