Atene ha formalmente presentato giovedì a Bruxelles la richiesta di estensione per altri sei mesi dell’accordo di prestito con l’Eurozona. Un portavoce del Governo ellenico ha precisato che le condizioni dell’aiuto differiscono da quelle alle quali la Grecia è vincolata nel programma attuale.
Stralciare quest’ultimo è stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale del nuovo Governo anti-austerità di Alexis Tsipras e lunedì Atene ha rifiutato categoricamente la proposta dell’UE di prolungarlo. Proposta che è stata piuttosto un ultimatum, che doveva scadere venerdì, giorno nel quale si terrà una riunione, forse decisiva, dei Ministri delle finanze europei sulla controproposta greca. La Commissione europea ha già fatto sapere che "il testo spiana la strada a un compromesso ragionevole".
Il tempo stringe (il 28 febbraio il piano di salvataggio termina) e bisognerà giungere a un accordo. Senza di esso, la Grecia rischia la bancarotta. La BCE ha concesso mercoledì un po’ di respiro, alzando di 3,3 miliardi di euro (a 68,3) le disponibilità delle banche elleniche, in crisi di liquidità, tramite il meccanismo ELA (Emergency Liquidity Assistance).
reuters/ats/ZZ
Dal TG20
PP 12.05 del 19.02.15 - La corrispondenza di Tomas Miglierina





