Gli attivisti di Greenpeace detenuti in Russia dovranno attendere il 22 novembre. Sarà allora che il Tribunale internazionale del diritto del mare si pronuncerà sulla domanda dei Paesi Bassi che ne chiede la liberazione. Sulla nave a bordo della quale i membri del gruppo ambientalista avevano eseguito la loro azione di protesta sventolava infatti la bandiera olandese.
"La Russia non aveva alcun diritto di intervenire in acque internazionali contro un'imbarcazione di uno Stato terzo", ha detto la consigliera giuridica del ministero degli affari esteri olandese Liesbeth Lijnzaad. "Il Cremlino ha violato i diritti umani dei membri dell'equipaggio" e le sue motivazioni per la loro detenzione "sono apparentemente infondate", ha aggiunto.
Attualmente i capi d'accusa di cui gli attivisti dovrebbero rispondere sono pirateria e vandalismo. La prima imputazione doveva essere abbandonata ma secondo Greenpeace sono ancora ambedue valide.
ATS/AFP/ZZ






