Gli avvocati difensori di Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, i quattro No Tav in carcere con l’accusa di terrorismo per l’assalto al cantiere di Chiomonte del maggio del 2013, hanno rinunciato al ricorso al Tribunale del riesame.
I giudici avrebbero dovuto discutere lunedì della misura cautelare emessa nei confronti degli attivisti al momento del loro arresto. La Cassazione aveva infatti chiesto al Tribunale del riesame di meglio qualificare il reato di terrorismo (vedi correlato).
I motivi che hanno spinto la difesa ad agire in tal modo sono sostanzialmente tre, ci ha spiegato Eugenio Losco, uno degli avvocati: la sentenza è vicina; due dei tre giudici che avrebbe dovuto esprimersi sono gli stessi che hanno emesso la precedente ordinanza poi annullata dalla Corte suprema; quest’ultimo rinvio ha permesso ai pubblici ministeri di presentare nuovi documenti non utilizzabili però durante il processo in Corte d’assise.
La rinuncia è invece, per Stefano Esposito, vicepresidente della commissione Trasporti, “una sconfitta che si è prodotta in seguito ai violenti attacchi alla magistratura condotti dal movimento”.
FrCa/ANSA



