Una sfida estrema al freddo. L’hanno affrontata 54 nuotatori, in maggior parte provenienti da Russia e Europa del Nord, che, senza muta, venerdì si sono tuffati nelle acque a 1 e 2 gradi centigradi ai piedi del ghiacciaio del Perito Moreno.
Una sfida per intrepidi
Il Festival internazionale di nuoto invernale – sbarcato in Sud America dopo 9 edizioni nel Vecchio Continente - prevede prove lunghe 500, 1'000 e 1'600 metri nelle acque del Lago Argentino, una delle attrazioni turistiche della Patagonia. I rischi di choc ipotermico e di sincope (dovute al blocco del battito cardiaco) non spaventano gli intrepidi. Anzi. «Nuotare in acqua fredda permette di eliminare tutti i dolori - sostiene Cristian Vergara, un nuotatore cileno di 56 anni - . Oltre al sollievo da reumatismi, infiammazioni e dolori muscolari, questo tipo di pratica migliora la circolazione sanguigna e contribuisce a ridurre lo stress, attraverso la liberazione di endorfine».
Prima di affrontare il Lago Argentino diversi partecipanti al Festival mercoledì hanno nuotato nel Rio Mendoza, un fiume ai piedi dell’Aconagua che con i 6'962 metri è la più alta vetta del continente americano.
RED.MM/Diem/AFP





