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Regno Unito al voto, disfatta laburista e ascesa di Reform UK

Keir Starmer ammette una sconfitta “molto dura”, mentre Nigel Farage emerge come il vero vincitore nelle elezioni locali. L’analisi da Londra e la lettura dell’esperta di politica britannica

  • 49 minuti fa
Il partito di Nigel Farage Reform UK avanza con forza nelle elezioni britanniche
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Elezioni nel Regno Unito

SEIDISERA 08.05.2026, 18:00

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Di: SEDISERA - Loretta Dalpozzo - Bettina Müller/YR 

È ancora in corso lo spoglio nel Regno Unito, dove si è votato per le elezioni locali in Inghilterra e per i parlamenti in Galles e Scozia. Ma il quadro è già chiaro e catastrofico per i laburisti al governo: il premier Keir Starmer ha definito “molto dura” la sconfitta del suo partito, evidente fin dai primi risultati parziali. Ha escluso le dimissioni, ma si è assunto piena responsabilità per la frustrazione espressa dagli elettori.

“Le perdite erano annunciate, ma ora che i risultati sono più chiari, fanno male”, racconta da Londra la collaboratrice RSI Loretta Dalpozzo. Come ha ammesso lo stesso primo ministro Keir Starmer, alle elezioni locali in Inghilterra il Partito laburista ha perso centinaia di seggi: un brusco calo a meno di due anni dalla vittoria del 2024. Su circa 2’500 seggi da difendere, arretra proprio nelle aree del Nord e del centro conquistate di recente, ma anche nelle città, nelle campagne e nelle roccaforti storiche, come nel Galles, dove i laburisti sono stati la forza dominante per 27 anni fino ad oggi.

La rabbia per il costo della vita, per l’aumento delle tasse, per un cambiamento promesso che stenta ad arrivare: sono le ragioni principali di un voto che ha anche cambiato gli equilibri politici tradizionali. Avanzano i Liberaldemocratici e i Verdi, ma il vero vincitore dello scrutinio è il populista di destra Nigel Farage. Il suo partito Reform UK avanza con forza, conquistando oltre 600 seggi secondo i risultati di tardo pomeriggio e sottraendo voti sia ai laburisti che ai conservatori all’opposizione. “La geografia conta facendo breccia in nuove parti del Paese ci confermiamo un partito più credibile”, ha detto Farage

Starmer però resiste. “Non ho intenzione di andarmene”, ha detto questa mattina, pur ammettendo degli errori. Sa di dover riconquistare la fiducia del Paese e del partito, mentre cerca di tenere a bada chi sarebbe pronto a sfidare la sua leadership, da tempo in bilico. La pressione per cambiare rotta o cambiare leader non farà che aumentare.

L’analisi dell’esperta: “Fine del sistema bipartitico britannico”

I risultati ancora parziali delle elezioni comunali nel Regno Unito hanno già prodotto titoli come “Bagno di sangue totale per i laburisti” e “Svolta storica per Reform UK”, il partito sovranista del miliardario Nigel Farage. Ma per l’esperta di politica britannica Eunice Goes, dell’Università Richmond di Londra, queste elezioni segnano l’implosione dei due partiti storici e l’esplosione del multipartitismo nel Regno Unito.

“Il crollo dei due partiti storici, cioè i Laburisti e i Conservatori, e l’affermazione di un sistema multipartitico: credo che questa sia in sostanza la storia di queste elezioni. Stiamo ancora aspettando che arrivino molti risultati, ma la situazione sembra piuttosto disastrosa per il Partito laburista. Il primo ministro del Galles ha già ammesso la sconfitta e nel corso della giornata abbiamo visto che il Partito laburista ha perso il controllo di molti consigli comunali e abbiamo visto Reform UK avanzare, come anche i Verdi e i Liberaldemocratici. Insomma, abbiamo avuto un sistema a due partiti per oltre un secolo. Penso che stiamo assistendo all’implosione del sistema a due partiti nel Regno Unito.”

E come si spiega il crollo dei laburisti? Sono le politiche il problema? O è il primo ministro Keir Starmer il problema?

“I servizi pubblici sono in condizioni disastrose. In diverse scuole abbiamo i soffitti che crollano letteralmente e non ci sono i soldi per ripararli. La maggior parte dei comuni sta affrontando una crisi finanziaria senza precedenti. Molti comuni sono finiti in bancarotta, quindi l’unico modo per realizzare effettivamente il cambiamento che il Partito laburista aveva promesso all’elettorato richiederebbe ingenti investimenti pubblici. Ma Starmer aveva promesso di non alzare le tasse e non aumentare il debito pubblico. Una cosa folle, impossibile. Il problema è iniziato proprio lì, con la promessa falsa fatta agli elettori che non avrebbero aumentato le tasse e alla fine nel primo bilancio l’hanno invece fatto. Inoltre, questo governo ha portato avanti una politica centrista non ancorata a dei valori di partito condivisi dalla base e questo significa che quando c’è una crisi, e di crisi anche internazionali ce ne sono state molte, il governo è in balia degli eventi.”

Come si spiega invece la fiducia che l’elettorato sembra riporre in Nigel Farage, che era protagonista nel voto sulla Brexit, poi sparito dalla politica quando cominciava il lavoro duro della messa in pratica e ora riapparso senza alcuna esperienza di governo?

“Non sono sicura che l’elettorato si fidi. C’è dell’altro. Sicuramente la voglia di dare una bella lezione ai vecchi partiti tradizionali. Nigel Farage ha una grande visibilità, maggiore di quella di quasi tutti gli altri leader di partito nel Regno Unito. I media gli dedicano molta attenzione e questo spiega la sua popolarità, anche se non ha mai ricoperto cariche di potere. Una cosa che è successa dopo il referendum sulla Brexit è stata la formazione e poi la divisione dell’elettorato in due blocchi che chiamerei tribali, due identità nazionali separate. Nella tribù pro Brexit ci sono i conservatori e i Reform UK. Ora molti ex conservatori hanno votato Farage. L’altra tribù, quella contro la Brexit, è più composita. Ci sono i laburisti, i liberali democratici, i verdi e anche molti che non sono andati a votare nei comuni che erano laburisti che ora avranno un municipio Reform UK. La cosa è spesso dovuta all’alta astensione tra i laburisti delusi.”

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