L'uomo che mercoledì ha investito la folla su un marciapiede del viale Kurfürstendamm di Berlino, uccidendo una donna e ferendo 29 persone di cui 6 in pericolo di morte e altre 3 in modo grave, aveva avuto problemi psichici in passato. Gli inquirenti, che stanno ancora lavorando per chiarire dinamica e retroscena dell'accaduto. Al momento, sembra prevalere la tesi di un atto volontario da parte di uno squilibrato, ha spiegato giovedì al Legislativo locale Iris Spranger a nome dell'Esecutivo della capitale tedesca.
Il 29enne autore originario dell'Armenia e naturalizzato tedesco nel 2015 aveva precedenti: era già stato coinvolto in indagini per lesioni, violazioni di domicilio e oltraggio, ma non risultano atti riconducibili a estremismo, né politico né religioso.
Nella vettura, che apparteneva alla sorella del 29enne, non sono state trovate rivendicazioni. C'erano invece dei manifesti riguardanti la Turchia. Se siano da ricollegare all'accaduto è ancora tutto da vedere. L'uomo - che interrogato ha fatto affermazioni "confuse" - è in stato di arresto e deve comparire davanti a un giudice. La sua casa è stata perquisita e si stanno esaminando anche il suo telefono portatile e il computer.

Auto sulla folla a Berlino, almeno un morto e alcuni feriti gravi
Telegiornale 08.06.2022, 22:00






