La Svizzera ha versato 60'000 franchi a favore dell'opposizione siriana. Denaro usato per coprire le spese logistiche di alcune riunioni segrete tenute a Berlino, durante le quali si è discusso del dopo Bashar al-Assad nell’ambito del progetto “The day after” (“Il giorno dopo”), pensato per evitare che il paese sprofondi in un caos politico ed economico una volta rovesciato il regime.
Solo denaro, nessun rappresentante elvetico alle riunioni
Il versamento è stato confermato oggi dal Dipartimento federale degli affari esteri, dopo che il Tages-Anzeiger e il Bund avevano anticipato la notizia: “La Svizzera vuole coinvolgere tutte le parti per favorire il dialogo; lo scopo è che per la Siria si giunga a una soluzione negoziata”. Nessun rappresentante elvetico si è comunque recato sul posto.
Versamento "assolutamente legittimo", ma criticato
Il versamento non è piaciuto ad alcuni politici elvetici, ma secondo Berna si tratta di un gesto conforme al sostegno, da parte della Svizzera, al principio di una transizione politica in Siria adottato a giugno alla conferenza di Ginevra sulla Siria. E proprio a Ginevra, il vicepresidente della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha giudicato il versamento “assolutamente legittimo”.
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