Mondo

Bikers contro il Califfato

Un gruppo olandese ha raggiunto i combattenti curdi per aiutarli a sconfiggere lo Stato islamico

  • 16.10.2014, 18:31
  • 4 maggio, 13:46
Il motociclista e il peshmerga

Il motociclista e il peshmerga

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Sono molte le persone che lasciano l'Occidente per le zone di guerra e partecipare ai combattimenti. Se ne parla da anni e soprattutto da quando lo Stato islamico ha iniziato ad attirare, in Siria e Iraq, sostenitori dai quattro angoli della Terra. Secondo il Servizio delle attività informative della Confederazione, dal maggio del 2013, i presunti jihadisti partiti dalla sola Svizzera sono almeno 35.

Meno frequenti sono invece le partenze intese non ad arricchire le file dei fondamentalisti, ma a sconfiggerle. È il caso dei membri di una banda di motociclisti di Amsterdam chiamata "No surrender", ovvero "nessuna resa", che si sono uniti ai combattenti curdi, in Siria, per aiutarli a disintegrare il Califfato.

Una foto di parte del gruppo

Una foto di parte del gruppo

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E mentre sulla loro pagina Facebook non mancano i commenti di coloro che li ringraziano per l'audace gesto, qualcuno si chiede se anche questo tipo di iniziative non siano perseguibili quanto quelle degli islamisti radicali. Secondo fonti giudiziarie olandesi no, perché tali azioni sono considerate illegali solo se rivolte contro i Paesi Bassi, dove tra l’altro, vivono circa 70’000 curdi, per lo più rifugiati politici fuggiti dalla Turchia e dal Medio Oriente.

ANSA/NC

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