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Bilaterali, no alla responsabilità solidale

Imprenditori svizzeri non rispondono di ditte in subappalto

  • 29.05.2012, 20:49
  • Ieri, 12:34
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  • Ti-Press / Tatiana Scolar

Il Consiglio nazionale oggi non ha voluto introdurre il principio della responsabilità solidale tra le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone. Con 94 voti contro 86 e 6 astenuti la Camera bassa si è opposta a sanzioni per le imprese che cedono attività in subappalto a gruppi rei di non rispettare le condizioni di lavoro vigenti in Svizzera. La questione, rielaborata, dovrebbe tornare sui banchi del Consiglio nazionale nella sessione autunnale.

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  • La corrispondenza di Mattia Serena

    RSI Info 29.05.2012, 20:53

Commissione inascoltata

Il plenum non ha dunque seguito la Commissione dell'economia e dei tributi, che (con 15 voti contro 8) aveva raccomandato di rendere l'imprenditore principale responsabile del mancato rispetto delle condizioni legali da parte di una società a cui ha attribuito lavori in subappalto.

Concretamente, ha spiegato oggi a nome della commissione Christophe Darbellay (PPD/VS), “se il salario orario è di 20 franchi e il subappaltatore paga solo cinque franchi, toccherà all'impresa principale metterci i 15 che mancano”.

“Il problema è che un subappaltatore polacco, che di fatto si limita ad una ‘bucalettere’ o a un numero di telefono, non risponde della sua responsabilità perché è inaccessibile”, ha detto l'altro portavoce della commissione Corrado Pardini (PS/BE). Darbellay ha ricordato che “anche le piccole e medie imprese (PMI) hanno formulato richieste in questo senso”, per evitare la concorrenza sleale.

Vince la destra

UDC, vari esponenti del Partito liberale radicale, dei popolari democratici e dei Verdi liberali hanno però imposto la loro visione: la responsabilità solidale comporterebbe oneri amministrativi eccessivi per le imprese. Jean-François Rime (UDC/FR), neopresidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, ha sostenuto che le conseguenze della responsabilità solidale non sono chiare e ha chiesto un approfondimento della questione. “Pittori e gessatori vogliono una responsabilità solidale, ma a cascata”, ossia per ogni impresa che pratica successivamente il subappalto.

Per Sylvia Flückiger-Bäni (UDC/AG) la responsabilità solidale viola inoltre la libertà contrattuale e la responsabilità individuale e per Peter Spuhler (UDC/TG) “uccide” le imprese.

Anche Schneider-Ammann scettico

Anche il consigliere federale Johann Schneider-Ammann è stato critico. La responsabilità solidale toccherà soprattutto gli imprenditori svizzeri, che dovranno farsi garanti degli altri. Meglio rinviare il dossier in autunno, in modo da poter studiare i dettagli, ha detto il direttore del Dipartimento federale dell'economia, che ha promesso alla commissione un rapporto per il mese di agosto. Anche il Consiglio degli Stati sembra orientato verso un rinvio all’autunno.

Inasprita la lotta ai falsi indipendenti

Al voto complessivo sulla modifica di legge, che comprende anche aggiornamenti per lottare più efficacemente contro i falsi indipendenti, l'assenso è stato sostanziale: 130 sì contro 39 no.

I lavoratori distaccati che intendono operare in Svizzera quali indipendenti avranno ora due giorni di tempo per presentare i documenti che attestano la loro indipendenza. In precedenza il Consiglio federale non aveva previsto dei termini, ma solo una multa di 5'000 franchi per chi non presentava tali documenti. Multa che resterà invariata: la proposta di Marco Romano (PPD/TI) di raddoppiarla è stata infatti bocciata dal plenum. Le autorità di controllo potranno comunque sospendere i lavori se lo riterranno necessario.

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