La Svizzera parteciperà in qualità di osservatrice alla riunione inaugurale del Consiglio di pace prevista giovedì a Washington. A rappresentare la Confederazione nella prima seduta dell’organo saranno Monika Schmutz Kirgöz, capa della Divisione Medio Oriente e Nord Africa del DFAE, e Ralf Heckner, ambasciatore svizzero a Washington. Il Governo elvetico non si è ancora espresso in merito a un’eventuale adesione della Svizzera al Consiglio voluto dal presidente statunitense Trump.
Presente anche la Commissione europea, ma si contano diversi assenti tra gli Stati membri
Tra le altre entità che assisteranno alla seduta come osservatrici si contano anche la Commissione europea e alcuni Stati come Cipro, Grecia, Italia e Romania. Sono diversi invece i Paesi europei che non prenderanno parte al Board, con l’eccezione di Bulgaria e Ungheria: gli unici due dei 27 membri ad aver aderito al progetto di Trump. La presenza della Commissaria europea Dubrovka Siza ha inoltre destato il malcontento di diversi Stati, tra cui quelli apertamente contrari al Consiglio, come Belgio e Francia. Il Consiglio dell’Unione europea ha ricordato il dovere della Commissione di rispettare il diritto internazionale.
Il Vaticano declina l’invito
Tra le assenze si conta quella del Vaticano, che esprime alcune criticità sul Board of peace. Il cardinale e segretario di Stato per la Santa Sede, Pietro Parolin, ha preso posizione dichiarando che la gestione della crisi a Gaza andrebbe affidata all’ONU. Da qui il “no” del Vaticano nel prendere parte alla seduta inaugurale dell’organo. A questo proposito, si ricorda che nel 2015 la Santa Sede aveva riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina. Inoltre, recentemente il cardinale Pierbattista Pizzaballa – patriarca latino di Gerusalemme a Gaza – ha descritto la Striscia come una terra completamente devastata dalla guerra.
Radiogiornale 12.30 del 19.02.2026: il servizio di Francesca Torrani
RSI Info 19.02.2026, 13:16
Contenuto audio









