Gli USA hanno colpito quasi 2’000 obiettivi dall’inizio della guerra
Israele ha colpito diverse aree del Libano
I Pasdaran: “Abbiamo il controllo totale dello stretto di Hormuz”
Mojtaba Khamenei, il figlio del defunto Ali, sarebbe stato scelto come nuova Guida Suprema del Paese
Diverse esplosioni a Teheran, il cielo della capitale è oscurato da dense colonne di fumo
Sanchez, “la Spagna dice no alla guerra”
Swiss ha organizzato un volo speciale per rimpatriare gli svizzeri bloccati in Oman
Bombe sul Libano e su Teheran. I Pasdaran: “Controlliamo lo stretto di Hormuz”
Quinto giorno di guerra: esplosioni in diverse zone del Medio Oriente - Mojtaba Khamenei sarebbe la nuova Guida Suprema - Sanchez: “No alla guerra”

Fumo a Dahiyeh in Libano
Volo speciale Swiss da Muscat per i rimpatri
La compagnia aerea Swiss ha pianificato per domani giovedì un volo speciale da Muscat a Zurigo. L’Airbus A340 utilizzato per lo scopo è volato oggi, mercoledì, appositamente nella capitale dell’Oman.
Con il collegamento Swiss vuole dare il suo contributo per aiutare le persone che si trovano in una situazione difficile, si legge in un comunicato. Muscat non è tra le destinazioni abituali della compagnia.
L’azione viene effettuata in maniera coordinata con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ma si tratta di “un’azione indipendente condotta da Swiss” e non di un rimpatrio sovvenzionato.
A bordo potranno salire i viaggiatori già in possesso di un biglietto Swiss che però non hanno potuto rientrare in Svizzera a causa della complicata situazione in Medio Oriente. Altri viaggiatori che si sono registrati presso il DFAE con luogo di soggiorno Oman riceveranno informazioni relative alla hotline per le prenotazioni.
Arabia Saudita, nuovamente colpita la raffineria di Ras Tanura
Secondo due diverse fonti citate dall’agenzia Reuters, la raffineria di petrolio saudita di Ras Tanura, di proprietà del colosso Saudi Aramco, sarebbe stata nuovamente colpita “da un proiettile sconosciuto”.
Ondata di missili sul Kuwait
L’esercito del Kuwait ha annunciato su X di essere alle prese con una “ondata di missili e droni” rilevata nello spazio aereo del Paese e di essere al lavoro per intercettarli.
SWISS organizza volo speciale Mascate-Zurigo per rientrare in Svizzera
SWISS organizza un volo speciale da Mascate (Oman) a Zurigo per permettere ai viaggiatori rimasti bloccati in Medio Oriente di rientrare in Svizzera. Il volo, operato con un Airbus A340 (LX7043), partirà da Mascate giovedì 5 marzo alle 9.15 (ora locale) con arrivo previsto a Zurigo alle 14.00. L’aereo partirà oggi da Zurigo con equipaggio e tecnici per preparare il rientro. L’operazione, coordinata con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), è un’iniziativa autonoma della compagnia, destinata sia a passeggeri con biglietto SWISS sia a cittadini svizzeri registrati presso il DFAE presenti in Oman. SWISS continuerà inoltre a monitorare la situazione in Medio Oriente, ribadendo che la sicurezza di passeggeri ed equipaggi resta la priorità.
Sanchez risponde con chiarezza alle minacce di Trump
“La posizione della Spagna si riassume in poche parole: no alla guerra”. Lo ha detto il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa.
Il primo ministro ha preso posizione all’indomani delle minacce del presidente statunitense Donald Trump di interrompere le relazioni commerciali con Madrid per il rifiuto di autorizzare l’utilizzo delle basi congiunte di Moron e Rota, in Andalusia, nell’operazione israelo-statunitense contro l’Iran.
“La domanda è se siamo dalla parte della legalità internazionale e, pertanto, della pace”, ha anche detto il premier spagnolo nell’esigere “una soluzione diplomatica e politica” ai conflitti in Medio Oriente.
Israele ha colpito ancora obiettivi militari a Teheran
Israele ha colpito decine di obiettivi militari a Teheran: lo ha annunciato il portavoce in lingua araba dell’IDF, Avichay Adraee. Gli attacchi hanno preso di mira “il quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai Pasdaran iraniani, oltre a piattaforme di lancio missilistiche e sistemi di difesa”.
L’esercito israeliano continuerà a “intensificare i suoi attacchi” contro le infrastrutture del regime. I reporter dei media internazionali presenti nella capitale iraniana confermano esplosioni e colonne di fumo che si levano da alcune aree della città.
Israeliani colpiscono strutture di Hezbollah a Beirut
L’esercito israeliano (IDF) ha affermato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella capitale libanese Beirut, secondo quanto scrive Sky News. Le Forze di difesa israeliane hanno emesso un avviso di sgombero per 16 villaggi e città in Libano durante la notte, mentre mercoledì mattina s’è potuto osservare del fumo levarsi dal quartiere meridionale di Dahiyeh a Beirut.
Premier canadese: "Attacchi contro l'Iran sembrano contrari al diritto internazionale"
Il primo ministro canadese Mark Carney, in visita in Australia, ha dichiarato mercoledì che gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran “a prima vista sembrano contrari al diritto internazionale”.
“A prima vista, sembrano non essere conformi o essere contrari al diritto internazionale”, ha affermato durante una riunione presso il Lowy Institute, un think tank di Sydney. “Spetta ad altri giudicare. Non sono un giurista, e tanto meno un esperto di diritto internazionale”, ha aggiunto.
IDF: "Colpite decine di centri di comando a Teheran"
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito mercoledì “decine” di centri di comando per la sicurezza iraniani, colpendo siti in tutta la capitale Teheran. “L’Aeronautica Militare israeliana ha completato un’ulteriore ondata di attacchi contro i centri di comando del regime terroristico iraniano in tutta Teheran”, inclusi siti di sicurezza interna e paramilitari Basij, si legge in una dichiarazione militare.
I Funerali di Ali Khamenei iniziano mercoledì sera
Saranno celebrati funerali nazionali per Ali Khamenei, che guidava l’Iran da trentasei anni prima di essere ucciso sabato da attacchi israelo‑statunitensi, e inizieranno mercoledì sera, secondo l’agenzia di stampa ufficiale IRNA. Le cerimonie dureranno tre giorni.
“A partire dalle 22.00 di mercoledì (19.30 svizzere), i fedeli potranno rendere un ultimo omaggio alla salma del martire guida della nazione recandosi alla grande moschea Imam Khomeini” a Teheran, ha indicato l’agenzia, citando un comunicato del Consiglio islamico di coordinamento dello sviluppo.
Da parte sua, Israele ha avvertito che qualunque successore di Ali Khamenei sarà “un bersaglio” destinato a essere “eliminato”. Ali Khamenei, morto a ottantasei anni, sarà sepolto nella città santa di Mashhad, nel nord‑est, da cui era originario.
Iran ha lanciato una quarantina di missili contro obiettivi di USA e Israele
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno affermato mercoledì di aver lanciato una quarantina di missili contro obiettivi statunitensi e israeliani, al quinto giorno di rappresaglie dopo attacchi contro il territorio dell’Iran.
“Qualche ora fa è stata condotta la diciassettesima ondata dell’operazione ‘Promessa onesta-4’ con il lancio di oltre quaranta missili da parte delle forze del Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica verso obiettivi americani e israeliani, hanno indicato in un comunicato letto dalla televisione di Stato, che non ha fornito ulteriori dettagli.
Da parte sua, l’esercito israeliano ha annunciato di aver “concluso una nuova ondata di attacchi contro i centri di comando del regime terrorista iraniano in tutta Teheran”. “Nel quadro di questi attacchi, l’esercito ha sganciato decine di munizioni su centri di comando della Sicurezza interna”, precisa il comunicato.
Israele continua a bombardare Iran e Libano meridionale
L’esercito israeliano ha continuato a bombardare l’Iran e il Libano mercoledì, al quinto giorno della guerra lanciata da Israele e dagli Stati Uniti, senza riuscire a impedire a Teheran di estendere le sue rappresaglie in tutto il Medio Oriente. I mercati asiatici sono precipitati.
Gli operatori si dicono spaventati da un ampliamento del conflitto e dalla paralisi dello stretto di Hormuz, cruciale per il transito degli idrocarburi.
I Guardiani della rivoluzione, la forza incaricata delle operazioni esterne iraniane, hanno affermato mercoledì di avere il controllo “totale” dello stretto, attraverso il quale transita il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali.
Un generale di questa forza, Ebrahim Jabbari, aveva minacciato martedì rappresaglie contro “tutti i centri economici” regionali, dopo aver promesso in precedenza di “bruciare qualsiasi nave” che avesse tentato di attraversare lo stretto.
Mojtaba, il figlio di Khamenei, eletto nuova Guida Suprema
L’Iran International conferma la notizia trapelata martedì che l’Assemblea degli Esperti iraniana ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Cinquantasei anni, secondogenito di Ali Khamenei e figlio prediletto, Mojtaba è un politico e religioso con ottime relazioni con le forze di sicurezza, in particolare i Pasdaran.
Nato a Mashhad nel settembre 1969, ha prestato servizio nella guerra Iran-Iraq dal 1987 al 1988 e nel 1999, ha continuato gli studi a Qom per diventare chierico. Era da tempo considerato il figlio più influente di Khamenei e un possibile successore di suo padre come leader supremo.
Israele colpisce il Libano, diversi morti
Un attacco aereo israeliano ha colpito un edificio di quattro piani nella città di Baalbek, nel Libano orientale, secondo quanto riportato dai media statali. L’agenzia di stampa statale libanese National News Agency (NNA) ha dichiarato che “aerei nemici hanno preso di mira un edificio di quattro piani all’alba” all’interno di un complesso residenziale a Baalbek, un’area sotto il controllo di Hezbollah. Sempre secondo i media statali libanesi, l’IDF ha colpito un hotel nel sobborgo di Hazmieh a Beirut.
Difesa saudita: "Intercettati due missili da crociera"
Il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato che due missili da crociera sono stati intercettati sopra un’area a sud della capitale Riad, e i media statali hanno riferito che un altro attacco con droni è stato sventato.
Quasi ventimila collegamenti aerei annullati tra sabato e martedì
Governi e compagnie aeree stanno organizzando voli per rimpatriare i viaggiatori bloccati dalla guerra in Medio Oriente, che ha provocato l’annullamento di 19’000 collegamenti in quattro giorni, e dove un numero ridotto di aerei commerciali ha ripreso a volare martedì.
La situazione resta molto perturbata e potenzialmente pericolosa, dopo che il Qatar ha affermato martedì di aver sventato degli attacchi iraniani contro il suo aeroporto, una delle principali piattaforme di transito della regione.
Diversi Stati proseguono mercoledì i loro sforzi per organizzare il rimpatrio dei propri cittadini.
BBC: "Oggi il primo volo di rimpatrio dall'Oman verso il Regno Unito"
Il governo del Regno Unito ha organizzato un volo charter di rimpatrio dall’Oman per aiutare i cittadini britannici che desiderano lasciare il Medio Oriente, mentre gli attacchi continuano a verificarsi in tutta la regione. Il volo è previsto in partenza dall’aeroporto internazionale di Muscat il 4 marzo alle 23 ora locale (alle 20 ora italiana) e darà priorità alle persone più vulnerabili. Lo scrive la Bbc su Telegram.
Guerra contro l'Iran manda in tilt la catena d'approvvigionamento globale
La guerra con l’Iran ha di fatto bloccato il traffico delle petroliere nello Stretto di Hormuz, un’arteria fondamentale. Ma sta anche perturbando l’intera catena di approvvigionamento mondiale oltre il petrolio, colpendo tutto: dai farmaci provenienti dall’India ai semiconduttori dall’Asia, fino ai prodotti derivati dal petrolio come i fertilizzanti provenienti dal Medio Oriente.
Le navi da carico sono bloccate nel Golfo o costrette a effettuare una deviazione molto più lunga attorno alla punta meridionale dell’Africa. Gli aerei che trasportano merci in uscita dal Medio Oriente sono fermi a terra. E più a lungo durerà la guerra, più aumenterà la probabilità di carenze e rincari su un’ampia gamma di prodotti.
“Questo sta causando forti ripercussioni sulla catena di approvvigionamento globale”, ha dichiarato Patrick Penfield, professore di supply chain practice alla Syracuse University. “Con il prolungarsi del conflitto, inizierete a vedere delle carenze e aumenti di prezzo anche significativi”.
Clarksons Research, che monitora i dati del trasporto marittimo, stima che circa 3’200 navi, pari a circa il 4% della stazza globale, siano inattive all’interno del Golfo Persico, ma il totale include circa 1’231 navi che probabilmente operano solo all’interno del Golfo. Circa 500 imbarcazioni, pari all’1% della stazza globale, sono attualmente “in attesa” fuori dal Golfo, in porti situati al largo degli Emirati Arabi Uniti e dell’Oman, secondo la società.
I Pasdaran hanno "il controllo totale" dello Stretto di Hormuz
I Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) hanno “il controllo totale” dello Stretto di Hormuz, punto di passaggio chiave per il commercio mondiale di petrolio all’ingresso del Golfo Persico, hanno affermato in un comunicato diffuso mercoledì.
“Attualmente lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della Marina della Repubblica islamica”, ha dichiarato Mohammad Akbarzadeh, un alto responsabile delle forze navali dei Pasdaran.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato martedì che la marina statunitense potrebbe scortare delle petroliere “se necessario” attraverso lo stretto.

Stretto di Hormuz: un attacco della marina iraniana
Gli USA hanno colpito quasi 2'000 obiettivi dall'inizio della guerra
Gli Stati Uniti hanno colpito quasi 2’000 obiettivi dall’inizio della guerra con l’Iran sabato 28 febbraio, ha indicato martedì un responsabile dell’esercito americano. Le operazioni compiute nelle prime 24 ore sono state due volte più importanti di quelle condotte all’inizio dell’invasione dell’Iraq nel 2003. Rievocando le prime operazioni statunitensi nel 2003 contro l’Iraq, l’ammiraglio Brad Cooper, capo del comando militare americano per il Medio Oriente (CENTCOM), ha dichiarato che quelle condotte nelle “prime ventiquattro ore” di quest’anno contro l’Iran erano “state quasi due volte più importanti”.
E diverse altre esplosioni sono state udite nella notte a Teheran. Lo riporta su Telegram l’agenzia iraniana Tasnim.
Borse asiatiche crollano mercoledì sotto il peso della guerra
Le borse asiatiche sono crollate mercoledì nel quinto giorno della guerra in Medio Oriente. Seul ha perso il 12% e Tokyo il 4%, mentre il petrolio continuava a salire nonostante gli impegni di Washington a difendere il transito attraverso lo stretto di Hormuz.
Tutte le piazze asiatiche, sulla scia del calo di Wall Street di martedì, sono in subbuglio. Alla borsa di Tokyo, l’indice di riferimento Nikkei arretrava di oltre il 4% a 50’007 punti verso le 5.00 (ora svizzera). L’indice allargato Topix perdeva il 4,09%.
La borsa di Sydney cedeva il 2,05%, quella di Taipei il 3,82% e l’indice Hang Seng di Hong Kong ha ceduto per un breve momento oltre il 3%.
Il Qatar smantella due cellule di spionaggio legate all'Iran
Due cellule di spionaggio affiliate al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica sono state smantellate in Qatar. Lo ha riportato la locale agenzia di stampa ufficiale, nel quarto giorno di attacchi aerei iraniani nel Golfo in rappresaglia per l’offensiva israelo-americana.
“Una stretta sorveglianza ha portato all’arresto di dieci sospettati: sette erano incaricati di spiare e raccogliere informazioni su infrastrutture militari vitali del Paese, e tre di compiere operazioni di sabotaggio” ha dichiarato l’agenzia del Qatar. Secondo la stessa fonte, i sospettati “hanno ammesso durante le indagini i loro legami con le Guardie della Rivoluzione e di essere stati incaricati di condurre attività di spionaggio e sabotaggio”.
Due missili iraniani sul Qatar, uno ha colpito una base USA
Un missile balistico iraniano ha colpito martedì la base militare statunitense di Al-Udeid. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa del Qatar. In un comunicato pubblicato su X, il Ministero ha spiegato che il Qatar è stato preso di mira da due missili, aggiungendo: “I sistemi di difesa aerea hanno intercettato con successo uno dei missili, mentre il secondo ha colpito la base qatariota di Al-Udeid senza causare vittime”.
Attacco con drone al consolato USA di Dubai, nessun ferito
Un incendio scoppiato vicino al consolato USA di Dubai è stato provocato da un attacco con un drone. Lo fanno sapere le autorità locali, all’indomani dell’attacco con droni sull’ambasciata di Riad.
Il capo dell'AIEA: "Non ci sono prove che l'Iran sia costruendo una bomba nucleare"
“Sebbene non ci siano prove del fatto che l’Iran stia costruendo una bomba nucleare”, molti elementi rimangono motivo di “seria preoccupazione”. A dichiararlo in un post su X è il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), Rafael Grossi.
A destare l’allarme di Grossi sono, in particolare, “le sue grandi scorte di uranio arricchito” a livelli prossimi a quelli richiesti per la produzione di armi atomiche, uniti al “rifiuto di concedere” agli ispettori dell’AIEA “il pieno accesso” ai dati indispensabili.
Senza un cambio di rotta da parte di Teheran, conclude Grossi, “l’Agenzia non sarà in grado di fornire l’assicurazione che il programma nucleare sia esclusivamente pacifico”.
Trump: "Se necessario, la Marina scorterà le petroliere nello Stretto di Hormuz"
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato martedì che, se fosse necessario, “la Marina statunitense scorterà le petroliere nello Stretto di Hormuz”.
“Qualunque cosa accada”, ha scritto sul social media Truth, “gli Stati Uniti garantiranno il libero flusso di energia al mondo”.
Teheran, una folla partecipa al funerale collettivo delle 165 persone uccise nei bombardamenti sulla scuola femminile di Minab
Una folla si è radunata martedì a Teheran per la celebrazione funebre collettiva per le studentesse e i membri del personale, uccisi in un attacco statunitense‑israeliano contro una scuola femminile a Minab, nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan.
L’istituto è stato bombardato sabato, in attacchi israeliani e statunitensi, causando la morte di almeno 165 persone e il ferimento di altre 95.
Funerale, a Teheran, delle 165 persone morte in attacchi americani e israeliani che hanno colpito la scuola di Minab, nel sud dell'Iran
Papa: "Dobbiamo pregare per la pace"
“Dobbiamo pregare per la pace e lavorare per la pace”. Serve “meno odio e bisogna cercare sempre di promuovere il dialogo, di trovare soluzioni senza le armi per risolvere i problemi”. Lo ha detto Papa Leone XIV, scambiando una battuta con i giornalisti all’uscita della residenza pontificia di Castel Gandolfo.
Drone contro il consolato USA a Dubai
Nei pressi del consolato statunitense a Dubai è scoppiato un incendio a causa di un drone. Ne ha dato notizia la CNN. In seguito le autorità dell’Emirato hanno confermato che nelle vicinanze del consolato è stato domato un incendio dovuto a un drone. Non sono stati registrati feriti.
Anche il segretario di Stato USA Marco Rubio ha confermato l’attacco, precisando che tutto il personale è illeso. “Purtroppo un drone ha colpito un parcheggio adiacente all’edificio della cancelleria e ha causato un incendio. Tutto il personale è stato rintracciato” ha detto parlando con i giornalisti a Capitol Hill.
La cronaca della quarta giornata di guerra

Medio Oriente: la guerra continua
Telegiornale 03.03.2026, 20:00
Macron: "Portaerei Charles De Gaulle in rotta per il Mediterraneo"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto sapere, in un discorso televisivo, che la portaerei Charles De Gaulle, che attualmente si trova nel Mar Baltico, farà rotta già da stasera verso il Mar Mediterraneo. È stato anche ordinato il dispiegamento della fregata Languedoc e di mezzi antiaerei a Cipro.
Dopo “bombardamenti limitati” che hanno preso di mira due basi militari francesi “nelle prime ore” del conflitto, Emmanuel Macron ha poi annunciato in diretta tv dall’Eliseo di aver deciso di inviare rinforzi militari nella regione, parlando di volontà di proiettare nella zona una forza “di difesa”.

Francia: Macron parla alla nazione
Telegiornale 03.03.2026, 20:00
“Abbiamo accordi di difesa che ci legano con Qatar, Kuwait o Emirati Arabi. Siamo legati anche alla Giordania e ai nostri alleati curdi. Abbiamo abbattuto dei droni per legittima difesa”. “Oltre ai mezzi già presenti, radar e Rafale sono stati dispiegati nelle ultime ore”, oltre alla fregata Languedoc.
Gli EAU valutano attacchi a siti missilistici iraniani
Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) starebbero valutando di attaccare i siti missilistici iraniani per fermare i raid di Teheran contro il Paese. È quanto scrive Axios, citando due fonti a conoscenza della questione.
Gli Emirati sono stati il Paese più attaccato dall’Iran dall’inizio della guerra, persino più di Israele. Il Paese “sta valutando l’adozione di misure difensive attive contro l’Iran. Sebbene non siano coinvolti in alcun modo nella guerra, gli Emirati hanno comunque subito 800 colpi”, ha affermato una fonte.
Merz alla Casa Bianca: "Stiamo d'accordo che il regime di Teheran debba essere rimosso"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è stato ricevuto, martedì, alla Casa Bianca per un incontro con il presidente statunitense Donald Trump che ha avuto luogo in “tempi difficili”. Dopo una stretta di mano nello Studio Ovale, Merz ha annunciato colloqui sul periodo successivo alla guerra in Iran: “Siamo d’accordo - ha detto - sul fatto che questo terribile regime a Teheran debba essere rimosso”.
L'incontro nello Studio Ovale
Sullo stato dell’intervento in Medio Oriente, durante l’incontro il presidente Trump ha affermato che l’Iran non avrebbe più difese aeree. E ha detto che anche oggi gli attacchi hanno inferto un altro colpo alla nuova leadership. “Andremo avanti” ha dichiarato.
Nel bilaterale col cancelliere tedesco Merz, Trump se l’è presa con Londra e Madrid per il loro atteggiamento non collaborativo. “Hanno detto che non possiamo usare le loro basi ma nessuno può dirci di non usare le basi. La Spagna non ha una grande leadership” ha attaccato il presidente, minacciando di “bloccare gli scambi commerciali”.

USA: Trump riceve il cancelliere tedesco Merz
Telegiornale 03.03.2026, 20:00
DFAE: "Primi rientri da Abu Dhabi"
Svizzeri bloccati in Medio Oriente: il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha fatto sapere che alcune decine di persone sono riuscite a partire da Abu Dhabi sfruttando i collegamenti commerciali ancora attivi. Attualmente sono circa 4’800 i cittadini elvetici registrati sull’applicazione Travel Admin.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Svizzeri-in-Medio-Oriente-primi-rientri-da-Abu-Dhabi--3564201.html
Caos nei trasporti aerei
Gli aeroporti dei Paesi del Golfo sono essenziali anche per chi transita verso altre destinazioni, in particolare asiatiche. Il parere di un esperto e la situazione di chi deve viaggiare prossimamente.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Voli-e-viaggi-cancellati-%C3%A8-caos--3563784.html
Il governo britannico dispiega una nave da guerra e sistemi antidrone per proteggere le sue basi militari a Cipro
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato martedì l’invio di una nave da guerra e di sistemi antidrone per proteggere le basi militari britanniche a Cipro, una delle quali è stata colpita da un drone iraniano nella notte tra domenica e lunedì.
La Borsa svizzera ha chiuso in calo del 3%
La borsa svizzera chiude in forte ribasso una giornata assai difficile: l’indice dei valori guida SMI ha terminato a 13’404,93 punti, in flessione del 3,10% rispetto a ieri.
Si è trattato della peggior seduta dall’aprile dell’anno scorso, i tempi delle turbolenze legate ai dazi americani.
Mondiali di calcio a rischio?
La guerra in Iran aggiunge un ulteriore elemento di insicurezza. Incerta in particolare la partecipazione della nazionale della Repubblica Islamica.
https://rsi.cue.rsi.ch/sport/calcio/I-Mondiali-in-USA-Canada-e-Messico-sono-davvero-a-rischio--3563820.html
Swiss cancella i voli per Dubai fino a venerdì 6 marzo
Swiss International Air Lines ha cancellato i suoi voli per Dubai - interrompendo i viaggi nello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti e di Cipro - fino a venerdì 6 marzo incluso. Lo rende noto un comunicato stampa odierno.
I voli per Tel Aviv rimangono invece sospesi fino a domenica 8 marzo: fino a tale data verranno anche evitati gli spazi aerei di Israele, Giordania, Dammam in Arabia Saudita, Libano, Iran, Iraq, Bahrein, Kuwait e Qatar.
Incursione missilistica iraniana causa dodici feriti in alcune località centrali di Israele
Sale a dodici il bilancio dei feriti dopo il lancio di missili iraniani avvenuto martedì in alcune aree adiacenti a Tel Aviv. Lo comunicano i soccorritori del Magen David Adom, equivalente israeliano della Croce Rossa.
Attacchi missilistici israelo-statunitensi colpiscono l'edificio che elegge la nuova Guida suprema iraniana
La sede dell’Assemblea degli Esperti a Qom - a circa 120 km a sud di Teheran, in Iran - è stata colpita da un attacco missilistico israeliano e statunitense.
Non è chiara la gravità dell’incursione. Secondo le prime informazioni, l’edificio era vuoto al momento dell’attacco. I missili avrebbero danneggiato anche alcuni edifici residenziali nelle zone circostanti, causando diversi feriti. Alcuni canali Telegram invece, segnalano morti e feriti tra i membri dell’Assemblea: al momento, non ci sono conferme ufficiali al riguardo.
L’Assemblea degli Esperti è l’organo della Repubblica islamica designato per eleggere la Guida Suprema. I membri hanno il compito di eleggere il prossimo leader, dopo la morte di Ali Khamenei negli attacchi di sabato. Un funzionario della difesa israeliana ha dichiarato alla testata statunitense Axios che l’attacco voleva impedire l’elezione di un nuovo leader supremo.
Traffico aereo ancora instabile: centinaia di migliaia di turisti restano tutt'ora bloccati
Il traffico aereo è ancora perturbato e pericoloso dopo l’attacco israelo-statunitense contro l’Iran, e le rappresaglie della Repubblica islamica contro lo Stato ebraico e le monarchie del Golfo. Centinaia di migliaia di turisti e altri viaggiatori restano bloccati.
Berna è in contatto con la compagnia aerea Swiss per organizzare i rimpatri non appena possibile. Anche molti dipendenti non riescono a rientrare dalle vacanze e l’Associazione svizzera degli impiegati ha chiesto flessibilità e comprensione ai datori di lavoro.
La borsa di New York in calo all'apertura
Gli indici azionari statunitensi Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 hanno registrato martedì un ribasso all’apertura delle contrattazioni: durante i primi scambi, il primo ha fatto segnare un -1,9%, il secondo una flessione del 2,1% e il terzo dell’1,8%.
Mark Rutte: "Percepisco un ampio sostegno in Europa"
Molti alleati europei sostengono l’intervento militare guidato da Stati Uniti e Israele in Iran, senza prendervi direttamente parte. Lo ha sostenuto il segretario generale della NATO Mark Rutte nel corso della sua visita in Macedonia del Nord.
Citato da diverse agenzie, Rutte ha dichiarato di aver parlato al telefono con molti leader negli scorsi giorni, percependo che “l’eliminazione delle capacità nucleari iraniane, della capacità missilistica balistica e anche la scomparsa di Khamenei sono applaudite da molti […] colleghi della NATO”.
Sollecitato da un giornalista, il segretario olandese dell’Alleanza atlantica ha aggiunto che la NATO non è direttamente coinvolta negli attacchi israelo-statunitensi in Iran, e che il presidente statunitense Donald Trump non ha chiesto alla NATO di prendere parte alla campagna.
Nuove esplosioni a Teheran
Secondo giornalisti dell’agenzia AFP, nuove esplosioni si sono verificate a Teheran. Intanto, l’esercito israeliano afferma di aver lanciato una serie di attacchi “su larga scala” sulla capitale iraniana. Esplosioni sono state segnalate all’aeroporto Mehrabad della capitale.
Tre morti negli Emirati Arabi Uniti
Tre persone sono state uccise e 68 ferite negli Emirati Arabi Uniti a causa di attacchi iraniani, ha affermato il portavoce del ministero della difesa degli Emirati Arabi Uniti, citato da al-Jazeera.
Khamenei ucciso dopo che gli israeliani hanno hackerato videocamere del traffico
La guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei è stata uccisa dopo che spie israeliane hanno hackerato le telecamere del traffico a Teheran. Le telecamere erano una delle molteplici fonti di intelligence che hanno contribuito a confermare la posizione dell’ayatollah sabato mattina.
La CIA ha rifiutato di commentare, ma secondo quanto riferito da altre fonti Israele è riuscito a bloccare “una dozzina circa” di ripetitori di telefonia mobile nelle vicinanze per impedire alle guardie del corpo di Khamenei di ricevere possibili avvertimenti.
La decisione di colpire il leader è stata presa all’inizio delle ostilità, hanno riferito le fonti, prima che potesse trovare rifugio in un bunker a prova di bomba.
Iraniani negano di aver bombardato un porto dell'Oman
Le autorità iraniane hanno reso noto martedì pomeriggio di non aver mai compiuto attacchi contro il territorio dell’Oman, negando ogni responsabilità per il bombardamento avvenuto contro un porto omanita nelle scorse ore.
Trump: "Iran voleva negoziare ma ho detto che era troppo tardi"
Il presidente Donald Trump ha dichiarato martedì che Teheran voleva avviare un dialogo, ma che era troppo tardi, mentre gli Stati Uniti proseguivano la loro operazione militare contro l’Iran.
“La loro difesa aerea, la loro aeronautica, la loro marina e la loro leadership non esistono più. Volevano parlare. Io ho detto: ‘Troppo tardi!’”, ha scritto Trump in un post su Truth Social commentando un editoriale.
Teheran invita il Consiglio di sicurezza dell’ONU ad agire per fermare la guerra
L’Iran ha invitato martedì il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad agire per fermare la guerra che oppone la Repubblica islamica agli Stati Uniti e a Israele.
“Se lo desidera” il Consiglio di sicurezza “può agire” e ha “un dovere” in tal senso, ha dichiarato in un punto stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaï. “Non vi è alcun ostacolo alla sua azione, se non la sua stessa volontà”, ha aggiunto.
L'importanza della base militare britannica di Akrotiri a Cipro
L’attacco con droni iraniani contro la base militare britannica di Akrotiri a Cipro, lunedì, ha riacceso i riflettori sull’importanza strategica dell’isola e della vicina Grecia. Atene fra l’altro ha ribadito il sostegno alle autorità locali e il ministro della Difesa ellenico si è recato in giornata a Cipro.
RG 12.30 del 03.03.2026 La corrispondenza di Elena Kaniadakis
RSI Info 03.03.2026, 13:02
Contenuto audio
Londra dubita ancora sull'invio di una nave da guerra a Cipro
Il Regno Unito non ha ancora deciso se inviare una nave da guerra per difendere la base della Royal Air Force di Akrotiri, a Cipro. Lo ha riferito martedì una fonte vicina alla questione, dopo che il quotidiano Times aveva scritto che i ministri avevano discusso di un possibile dispiegamento.
Un attacco con un drone di fabbricazione iraniana ha colpito una pista della base di Akrotiri nelle prime ore di lunedì. Londra ha affermato che asset del Regno Unito sono stati presi di mira dall’Iran.
Il Times, citando tre fonti, ha riferito che il ministro della Difesa John Healey aveva in programma una riunione martedì con alti ufficiali, durante la quale è stata discussa la possibilità di inviare la HMS Duncan nella regione.
Il Ministero della Difesa non ha risposto a una richiesta di commenti sull’articolo. E sempre oggi, martedì, l’agenzia cipriota CNA ha riferito che la Francia prevede di inviare sistemi antimissile e antidrone a Cipro.
A metà giornata le borse aumentano le perdite
Continuano a precipitare gli indici delle principali borse mondiali. A metà giornata di contrattazioni in Europa lo Swiss Market Index di Zurigo perde circa il 3%, Parigi il 2,78%, Francoforte il 3,7%, Londra il 2,8% e Milano il 4,33%. In Asia Seul ha chiuso in flessione di oltre 7 punti, Tokyo e Shenzhen di 3 punti.
Parallelamente crescono le quotazioni di petrolio e gas. Il greggio Brent ha toccato gli 83,66 dollari al barile (+7,62%) e il WTI statunitense 76,66. Conseguenza dello stop alla produzione in Qatar, il gas il contratto a termine TTF olandese, valore di referenza in Europa, si invola del 38,96% a 61,84 euro.
RG 12.30 del 03.03.2026 Il servizio di Marzio Minoli
RSI Info 03.03.2026, 12:53
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Israele: "colpito il quartier generale degli ayatollah"
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane Effi Defrin ha dichiarato che l’aeronautica militare ha attaccato il complesso della leadership iraniana, il quartier generale più importante e centrale del regime degli ayatollah a Teheran. Nell’ambito dell’operazione sono stati colpiti durante la notte gli edifici governativi per la sicurezza nel cuore di Teheran.
Il portavoce ha riferito che anche “il centro di comunicazione e propaganda del regime è stato distrutto. L’Autorità per la radiodiffusione iraniana che invoca da anni la distruzione di Israele”. Durante l’attacco, ha aggiunto, circa 100 caccia dell’aeronautica hanno colpito sganciando circa 250 bombe.
Teheran avverte l'Europa
In una dichiarazione rilasciata oggi, il Ministero degli esteri iraniano ha avvertito i Paesi europei a non unirsi alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Riferendosi alle dichiarazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su possibili “azioni difensive” contro i missili iraniani sulle proprie basi nei Paesi del Golfo, il portavoce del ministero degli esteri Esmail Baghaei ha dichiarato che “l’Iran lo considera un atto di guerra e una complicità con gli aggressori”.
Attacchi iraniani: "preso di mira l'aeroporto di Doha"
L’esercito iraniano ha dichiarato oggi di aver attaccato zone militari israeliane e basi aeree statunitensi nei paesi della regione, utilizzando missili e droni da questa mattina. “Anche la base aerea di al-Udeid in Qatar è stata presa di mira”, si legge in una nota dell’esercito, citata dall’IRNA. In mattinata sono state udite delle esplosioni nelle capitali del Qatar, Doha, e del Bahrein, Manama, secondo quanto riferito da giornalisti dell’AFP.
Il Ministero della difesa qatariota in una nota ha dichiarato soltanto che nelle prime ore di stamattina l’esercito è stato in grado di “intercettare e neutralizzare due missili balistici che hanno preso di mira diverse aree del Paese”. Doha denuncia anche un tentativo fallito di colpire l’aeroporto internazionale Hamad, dove 8’000 passeggeri internazionali in transito sono bloccati.
Il portavoce del Ministero della difesa saudita, il maggiore generale Turki al-Malki, ha reso invece noto su X che “otto droni sono stati intercettati e distrutti nei pressi delle città di Riad e Al-Kharj”. Intanto le autorità degli Emirati Arabi Uniti sono intervenute e hanno spento un incendio scoppiato nella zona dell’industria petrolifera di Fujairah, ha dichiarato l’ufficio stampa dell’emirato. L’incendio è stato causato dai detriti provocati dall’intercettazione di un drone. Mentre in Oman il porto di Duqm è stato preso di mira da diversi droni, uno dei quali ha colpito un serbatoio di carburante. Secondo quanto riportato, un lavoratore era rimasto ferito.
Attacco a una scuola in Iran, l'ONU chiede un'inchiesta
L’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha chiesto alle “forze responsabili dell’attacco a una scuola femminile” in Iran, che ha causato secondo l’ultimo bilancio 165 morti, di indagare sull’accaduto in modo imparziale e condividere le informazioni al riguardo. L’edificio della scuola si trova a circa 60 metri da una base militare iraniana e ne faceva parte in passato (molti anni fa). Gli Stati Uniti hanno negato di averlo preso intenzionalmente di mira.
Gigante tedesco del turismo inizia a rimpatriare turisti bloccati in Medio Oriente
Il gigante tedesco dei viaggi TUI inizierà a rimpatriare dall’aeroporto di Dubai dei turisti tra i suoi 5’000 clienti in crociera attualmente in Medio Oriente, dove lo spazio aereo di diversi Paesi è stato chiuso in seguito ai bombardamenti israelo‑americani in Iran, ha annunciato martedì il gruppo.
“Il rimpatrio è una nostra responsabilità, che prendiamo molto sul serio”, ha dichiarato in un’intervista alla rete televisiva ZDF Sebastian Ebel, presidente del comitato direttivo di TUI, precisando che il primo volo doveva partire oggi, martedì, da Dubai, dove i clienti erano accompagnati in autobus.
L’azienda è in contatto con le compagnie aeree partner a Dubai, Abu Dhabi e in Qatar e dispone di una “grande flotta propria” che potrà utilizzare per rimpatriare i clienti non appena avrà “i necessari diritti di traffico”, ha affermato Ebel.
“Tutto è organizzato”, ha assicurato, ma “quando hai 5’000 clienti sulle navi e un aereo ha solo 200 posti, ci vuole tempo”. Secondo l’Associazione tedesca degli armatori (VDR), circa trentamila turisti tedeschi sono complessivamente bloccati in Medio Oriente.
Due navi da crociera appartenenti a TUI sono attualmente nella regione, una nel porto di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, e l’altra nel porto di Doha, in Qatar. Secondo VDR, queste navi trasportano complessivamente “circa 7’000 persone a bordo”, tra passeggeri e membri dell’equipaggio.
ONU, per la guerra sfollate finora almeno 30'000 persone in Libano
La guerra in Medio Oriente ha sfollato finora almeno 30’000 persone in Libano, hanno indicato martedì le Nazioni Unite.
“Importanti movimenti di popolazione sono segnalati in alcune parti del sud del Libano, nella Valle della Bekaa (a est) e nella periferia sud di Beirut, dopo che Israele ha lanciato avvertimenti di sfollamento agli abitanti di più di cinquantatré villaggi libanesi e condotto intensi bombardamenti” in queste “tre regioni”, ha dichiarato in un punto stampa a Ginevra un portavoce dell’Agenzia dell’ONU per i rifugiati (UNHCR).
“Lunedì, secondo stime prudenziali, quasi trentamila persone erano state accolte e registrate in rifugi collettivi. Molte altre hanno dormito in auto, ai bordi delle strade”, ha aggiunto.
AIEA: "Danni" a Natanz, ma senza radiazioni
L’impianto di arricchimento iraniano di Natanz ha subito “danni” negli attacchi di Israele e Stati Uniti, ma non ci sono conseguenze dal profilo delle radiazioni, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia atomica.
Le immagini catturate dalla società di intelligence Vantor nelle ultime 48 ore rivelano che un grande magazzino e due edifici più piccoli a due piani sono stati colpiti. Le strutture erano punti di accesso per lavoratori e veicoli.
Il danno all’impianto sembrerebbe comunque essere relativamente piccolo se confrontato coi due attacchi americani allo stesso impianto nel giugno del 2025, quando il sito venne colpito con munizioni anti-bunker e missili da crociera.
Israele "prende il controllo" di nuove posizioni in Libano
Il ministro israeliano della Difesa ha annunciato martedì di avere autorizzato l’esercito a “prendere il controllo” di nuove posizioni in Libano, dove Israele conduce una campagna di bombardamenti contro il movimento filo‑iraniano Hezbollah in parallelo alla guerra contro l’Iran.
“Il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo autorizzato l’esercito israeliano ad avanzare e a prendere il controllo di ulteriori posizioni strategiche in Libano, al fine di impedire attacchi contro le località israeliane di frontiera”, ha dichiarato il ministro, Israel Katz.
L’esercito libanese ha da parte sua ritirato soldati da diverse posizioni nel sud del Libano, vicino al confine con Israele, in seguito all’“escalation” dell’esercito israeliano, ha riferito all’AFP una fonte militare in Libano.
Iran attacca campo combattenti curdi nel nord del Paese
Attacchi con droni attribuiti all’Iran hanno colpito martedì un campo di combattenti curdi iraniani e delle loro famiglie nel nord dell’Iraq, secondo un responsabile locale e un gruppo di opposizione in esilio.
La regione del Kurdistan iracheno – situata nelle montagne del nord del Paese, vicino al confine iraniano – serve da lungo tempo da rifugio a diverse fazioni armate dell’opposizione curda iraniana, regolarmente prese di mira da attacchi iraniani.
“Tre droni iraniani hanno preso di mira il campo di Azadi, che dipende dall’opposizione curda iraniana”, ha dichiarato all’AFP Tareq al‑Haidari, responsabile della zona. Un drone ha colpito l’ospedale del campo, ferendo una persona, ha aggiunto.
Caccia francesi a difesa delle basi in Medio Oriente
I caccia francesi Rafale posizionati negli Emirati Arabi Uniti hanno condotto “operazioni di messa in sicurezza dello spazio aereo” intorno alle basi francesi in Medio Oriente: è quanto dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, intervistato ai microfoni di BFMTV.
Ricordando che la Francia dispone di una base navale e di una base aerea ad al-Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti, Barrot ha evocato l’intervento dell’aeronautica militare francese nel fine settimana per neutralizzare i droni iraniani.
“Questi Rafale e i loro piloti - puntualizza il capo della diplomazia di Parigi - sono schierati per garantire la sicurezza delle nostre strutture. (...) Hanno condotto le loro operazioni di sicurezza dello spazio aereo sulle nostre basi”.
Secondo Teheran i morti causati dagli attacchi di USA e Israele sono 787
Le autorità iraniane hanno reso noto martedì mattina che il bilancio delle vittime degli attacchi statunitensi e israeliani degli ultimi quattro giorni è salito a 787. I media statali hanno citato la Mezzaluna Rossa locale come fonte.
Borse europee aprono ancora in calo e Zurigo non fa eccezione
Le Borse europee hanno aperto di nuovo in calo martedì, sotto pressione per l’impennata dei prezzi dell’energia, in particolare del gas naturale liquefatto, al quarto giorno della guerra israelo‑americana contro l’Iran.
Nelle prime contrattazioni della mattinata la Borsa di Parigi perdeva l’1,47%, Francoforte l’1,91%, Londra l’1,21% e Milano il 2,14%.
La Borsa svizzera non fa meglio e martedì mattina ha ripreso la strada del ribasso già imboccata 24 ore prima. Oltre alle preoccupazioni legate alla situazione attorno al Golfo Persico gli investitori dovevano fare i conti con una sfilza di risultati aziendali. Alle 9.10 ora svizzera lo Swiss Market Index (SMI) cedeva l’1,48%, a 13’629,64 punti.
Il prezzo del gas si impenna di nuovo in Europa
Il prezzo del gas europeo torna a impennarsi martedì, spinto dal conflitto in corso in Medio Oriente che ha provocato la chiusura dello Stretto di Hormuz e lo stop della produzione di gas naturale liquefatto da parte della compagnia energetica pubblica del Qatar, la QatarEnergy.
Verso le 9.20 ora svizzera, il contratto a termine TTF olandese, considerato il riferimento europeo, saliva di oltre il 23%, dopo avere già guadagnato più del 33%, a 59,445 euro al megawattora, un livello che non si vedeva da febbraio 2023, sulla scia dell’impennata dei prezzi legata alla guerra in Ucraina.
Droni iraniani attaccano un porto in Oman e colpiscono serbatoi di carburante
Droni hanno preso di mira martedì un porto in Oman, colpendo un serbatoio di carburante, ha riferito un media statale, mentre l’Iran prosegue i suoi attacchi contro Paesi del Golfo in risposta ai raid israelo‑americani.
“Serbatoi di carburante al porto commerciale di Duqm sono stati presi di mira da un certo numero di droni”, e un serbatoio è stato colpito, ha indicato l’agenzia di stampa omanita citando una fonte della sicurezza. “I danni risultanti sono stati contenuti” e non si registrano vittime, secondo l’agenzia.
Questo porto aveva già subito un attacco con droni domenica, che aveva ferito un lavoratore, mentre una persona è stata uccisa lunedì nell’attacco a una petroliera al largo della capitale Muscat.
Soldati israeliani dispiegati in vari punti del Libano meridionale
L’esercito israeliano ha affermato martedì che i suoi soldati erano dispiegati in “diversi punti” nel sud del Libano, parallelamente alla campagna di bombardamenti avviata il giorno precedente contro Hezbollah.
“Non si tratta di un’operazione terrestre. È una misura tattica (…) destinata a garantire la sicurezza della nostra popolazione”, ha dichiarato ai giornalisti della stampa estera il tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce internazionale dell’esercito.
“Abbiamo posizionato soldati nella zona di frontiera in punti supplementari per difendere i nostri civili e impedire a Hezbollah di attaccarli”, ha aggiunto il portavoce. Va rilevato che l’esercito israeliano mantiene soldati in cinque posizioni che considera strategiche in territorio libanese dal cessate il fuoco del novembre 2024.
Ambasciate americane a Riad e Kuwait City chiuse con effetto immediato
L’ambasciata degli Stati Uniti a Riad ha chiuso e confermato martedì di avere subito un attacco, dopo l’annuncio del ministero saudita della Difesa di “un incendio limitato” in seguito a un attacco con due droni.
Interrogato su un’eventuale risposta, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato: “Lo scoprirete presto”. L’ambasciata ha annunciato una chiusura temporanea.
L’ambasciata degli Stati Uniti in Kuwait ha a sua volta annunciato la chiusura “fino a nuovo ordine”, “a causa delle persistenti tensioni regionali”. Lunedì un giornalista dell’AFP aveva visto del fumo levarsi dall’ambasciata dopo attacchi iraniani.
Il Dipartimento di Stato statunitense ha ordinato la partenza di tutto il personale di-plomatico “non urgente” da Iraq, Giordania e Bahrein.
La Cina fa pressioni sull'Iran per lasciare aperto lo Stretto di Hormuz
Secondo Bloomberg la Cina sta facendo pressione sull’Iran affinché mantenga aperto lo Stretto di Hormuz e impedisca attacchi alle spedizioni di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL).
Pechino dipende in modo significativo dalle risorse energetiche dei Paesi del Golfo, in particolare dal gas del Qatar.
Dopo che gli attacchi regionali hanno interrotto i movimenti delle petroliere e il Qatar ha temporaneamente interrotto la produzione di GNL, i funzionari cinesi hanno esortato Teheran a non consentire attacchi su quelle rotte energetiche che sono cruciali sia per i mercati globali, sia per quelli cinesi.
Hezbollah attacca tre basi militari in territorio israeliano
Hezbollah ha annunciato martedì di avere preso di mira tre basi militari in Israele “in risposta” ai bombardamenti israeliani in corso in Libano, in particolare sul suo bastione situato nella periferia sud di Beirut.
In diversi comunicati, il gruppo filo‑iraniano ha dichiarato che “in risposta all’aggressione criminale israeliana che ha colpito decine di città e villaggi libanesi, compresa la periferia sud di Beirut”, i suoi combattenti hanno utilizzato droni per colpire le basi aeree di Ramat David e Meron in Israele.
Hezbollah ha inoltre affermato di avere preso di mira la base di Nafah, nelle Alture del Golan siriane occupate.
Trump: "Elevate scorte di munizioni" e "le guerre possono essere combattute per sempre"
“Le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori. Come mi è stato detto oggi, abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
“Le guerre possono essere combattute ‘per sempre’, e con grande successo, usando solo queste scorte, che sono migliori delle migliori armi di altri Stati! - ha aggiunto Trump.
Al massimo livello posso dire che abbiamo una buona scorta, ma non siamo ancora dove vorremmo essere. Molte altre armi di alta qualità sono immagazzinate per noi nei Paesi periferici”.
I possibili scenari per il regime di Teheran, dopo la decapitazione dei suoi vertici
La situazione in atto nell’analisi di un’esperta
https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Quale-futuro-per-la-Repubblica-islamica-iraniana--3561481.html
L'Iran colpisce la filiale cloud di Amazon negli Emirati Arabi Uniti
La filiale cloud di Amazon ha dichiarato lunedì sera che due dei suoi centri dati negli Emirati Arabi Uniti erano stati “colpiti direttamente” da droni. L’attacco ha perturbato i suoi servizi in alcune regioni del Medio Oriente.
Un’installazione in Bahrein è stata anch’essa danneggiata da “un attacco con drone nelle immediate vicinanze”, ha indicato il fornitore.
Dall’inizio dell’offensiva israelo‑americana contro l’Iran, le ricadute della guerra in Medio Oriente colpiscono diverse città del Golfo Persico, tra cui Dubai e Abu Dhabi, raggiunte da attacchi o da frammenti di proiettili.
“A causa del conflitto in corso in Medio Oriente, le nostre infrastrutture nelle due regioni interessate hanno subito danni materiali in seguito ad attacchi con droni”, ha precisato Amazon.
L'inviato a Tel Aviv Thomas Paggini con gli ultimi aggiornamenti
RG 07.00 del 03.03.2026 - La corrispondenza di Thomas Paggini
RSI Info 03.03.2026, 07:23
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Il punto sulla situazione in Mediio Oriente di Chiara Savi
RG 07.00 del 03.03.2026 - Il servizio di Chiara Savi
RSI Info 03.03.2026, 07:03
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Pasdaran colpiscono una base aerea americana in Bahrein
I pasdaran, i guardiani della rivoluzione iraniani, hanno annunciato martedì di avere condotto un’“attacco su larga scala” contro una base aerea statunitense in Bahrein con l’impiego di droni e missili. Secondo quanto riferiscono, il sito colpito si trova nella regione di Sheikh Isa.
L’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna aggiunge, senza fornire prove, che “venti droni e tre missili hanno raggiunto i loro obiettivi” e “distrutto il principale posto di comando della base”.
USA: distrutti in Iran i centri di comando dei Pasdaran
Le forze armate USA affermano di aver distrutto i centri di comando dei Pasdaran, nonché i siti di lancio di missili e droni e le difese antiaeree dell’Iran. È quanto si legge in una nota del Comando centrale militare statunitense (Centcom), diffusa via X. “Continueremo ad adottare misure decisive contro le minacce imminenti poste dal regime iraniano”, si sottolinea nel comunicato.
Tre compagnie aeree indiane riprendono i voli verso il Medio Oriente
Tre compagnie aeree indiane hanno annunciato martedì la ripresa di un numero limitato di voli da e per il Medio Oriente, allo scopo di rimpatriare migliaia di passeggeri bloccati dall’inizio dell’attacco israelo‑americano in Iran. Milioni di cittadini dell’Asia meridionale vivono e lavorano in Medio Oriente.
La maggiore compagnia aerea del Paese, IndiGo, ha indicato che da martedì avrebbe operato quattro voli di andata e ritorno tra diverse città indiane e Gedda, in Arabia Saudita. L’azienda intende “normalizzare progressivamente” i collegamenti aerei tra i due Paesi.
Air India Express, filiale low‑cost di Air India, ha annunciato la ripresa martedì dei propri voli da e per Muscat, la capitale dell’Oman. La compagnia a basso costo Akasa Air ha dal canto suo dichiarato che garantirà alcuni voli verso Gedda.
La radiotelevisione nazionale dell'Iran è ancora attiva
La radiotelevisione nazionale iraniana (IRIB) ha riferito martedì di due esplosioni vicino ai propri locali a Teheran, precisando però che le trasmissioni proseguono. Israele ha affermato di avere “colpito e smantellato” l’organismo.
“Fumo proveniente da due esplosioni attorno ai locali dell’IRIB. Nessuna interruzione delle attività dell’IRIB”, ha scritto l’ente pubblico sul social Telegram.
Nella notte tra lunedì e martedì l’esercito israeliano ha dichiarato di avere “colpito e smantellato” la sede dell’IRIB situata nel quartiere di Evine, nel nord di Teheran, che ha definito un “centro di comunicazioni del regime terrorista iraniano”. In precedenza, aveva invitato gli abitanti del quartiere “a sfollare immediatamente”.
Colpito a Dubai il quartier generale australiano in Medio Oriente
L’Australia ha annunciato martedì che il suo quartier generale in Medio Oriente, situato negli Emirati Arabi Uniti, è stato colpito nel fine settimana da un attacco di droni iraniani. Tutto il personale è illeso.
Il ministro australiano della Difesa Richard Marles ha confermato in televisione le informazioni dei media secondo cui la base aerea di Al Minhad, 24 km a sud di Dubai, era stata colpita. “Diversi droni” hanno condotto l’attacco, ha dichiarato Marles, precisando che gli australiani che lavorano in quel quartier generale erano “tutti al sicuro”.
La base di Al Minhad ospita soldati australiani dal 2003 e funge da centro principale per le operazioni militari australiane in Medio Oriente. Fino a ottanta australiani vi sono presenti in modo permanente, secondo l’esercito.
Esercito israeliano, nuovo ordine di sgombero in Libano
L’esercito israeliano ha emesso nelle prime ore di martedì un nuovo ordine di sgombero per decine di località del Libano, a causa di operazioni contro il movimento sciita libanese Hezbollah. Due zone della periferia sud di Beirut sono interessate.
“Le attività di Hezbollah costringono le IDF ad agire con forza contro di esso […] Per la vostra sicurezza, dovete lasciare immediatamente le vostre abitazioni”, ha scritto su X un portavoce dell’esercito per il pubblico arabofono, elencando una cinquantina di villaggi.
Nella periferia sud di Beirut due zone sono anch’esse oggetto di un avvertimento, Ghobeiry e Haret Hreik, secondo la stessa fonte. “Vi trovate vicino a installazioni e interessi di Hezbollah, contro i quali le IDF interverranno in un futuro prossimo”, ha avvertito il portavoce.
Ambasciata americana a Riad presa di mira da droni iraniani
Un incendio “limitato” è divampato nella notte tra lunedì e martedì all’ambasciata statunitense a Riad in seguito a un attacco con due droni, ha reso noto il ministero saudita della Difesa. Gli Stati Uniti risponderanno presto all’attacco contro la loro sede diplomatica a Riad, ha avvertito il presidente statunitense Donald Trump.
“L’ambasciata statunitense a Riad è stata attaccata da due droni, causando un incendio limitato e lievi danni materiali all’edificio”, ha dichiarato un portavoce del ministero saudita.
Testimoni hanno riferito di aver visto fumo sopra l’edificio. Altre esplosioni sono riecheggiate in seguito nel centro della capitale saudita. Un residente ha detto di aver “sentito un boato e avvertito la casa tremare”.
Una fonte vicina all’esercito saudita ha dichiarato all’AFP che la difesa aerea saudita aveva intercettato quattro droni diretti verso il quartiere diplomatico di Riad.
Netanyahu: "Nucleare iraniano sarebbe stato intoccabile a breve"
I programmi nucleare e di missili balistici dell’Iran sarebbero diventati “intoccabili” nel giro di pochi mesi se Israele e gli Stati Uniti non avessero attaccato l’Iran. Lo ha dichiarato lunedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’emittente statunitense Fox News.
Dopo la guerra di dodici giorni e i bombardamenti israelo‑americani del giugno 2025 gli iraniani “hanno iniziato a costruire nuovi siti, bunker sotterranei […] Se non fosse stata intrapresa alcuna azione adesso, non sarebbe stato possibile farlo in futuro”, ha spiegato Netanyahu.
“E allora avrebbero potuto prendere di mira gli Stati Uniti d’America. Ricattarli”, ha aggiunto. Il premier dello Stato ebraico ha assicurato che l’offensiva israelo-americana contro l’Iran non si trasformerà in una “guerra senza fine”. Sarà un’“azione rapida e decisiva”, ha affermato.






