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La ritorsione iraniana nel Golfo spiazza i vicini 

Tre vittime e una sessantina di feriti negli Emirati Arabi Uniti. Sotto tiro hotel, aeroporti e basi militari - Abu Dhabi: “La vostra guerra non è contro di noi”

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Una colonna nera di fumo si alza da un magazzino nella zona industriale della città di Sharjah negli Emirati Arabi Uniti

Una colonna nera di fumo si alza da un magazzino nella zona industriale della città di Sharjah negli Emirati Arabi Uniti

  • Keystone
Di: ATS/Agenzie/Spi 

Anche questa domenica i Paesi del Golfo hanno continuato ad essere bersaglio della ritorsione iraniana. Rispetto allo scorso giugno, quanto Teheran reagì ai raid contro i propri impianti nucleari lanciando contro Israele più di un centinaio di missili, in due distinti attacchi notturni, stavolta la reazione è ad ampio raggio contro i vicini che ospitano basi militari statunitensi.

Nelle ultime ventiquattr’ore sono stati colpiti gli Emirati Arabi Uniti (EAU), ma anche Qatar, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita. L’intensità maggiore, per numero di missili, danni e impatto mediatico, ha riguardato le aree urbane degli EAU, dove ci sono stati episodi di panico tra turisti e residenti. Il bilancio complessivo parla di 3 morti (un pachistano, un nepalese e un bengalese) e una sessantina di feriti. A Dubai i rottami di un drone, che era stato intercettato, hanno causato un piccolo incendio sulla facciata dell’hotel Burj Al Arab, uno dei simboli del lusso emiratino. Più gravi le conseguenze del fuoco che i detriti di un drone o un missile hanno innescato in un altro edificio turistico situato sull’isola artificiale Palm Jumeirah: l’hotel Fairmont The Palm ha riportato danni e ci sono stati quattro feriti. Anche l’aeroporto internazionale di Dubai è stato attaccato da droni iraniani e ha subito dei danni. L’agenzia aeroportuale ha affermato che “l’incidente” all’aeroporto internazionale Zayed “ha provocato la morte di un cittadino asiatico e sette feriti”, senza fornire ulteriori dettagli. Sempre a Dubai, domenica mattina, un attacco missilistico iraniano ha provocato un incendio nella zona del porto. Sempre negli EAU una persona è rimasta uccisa dai frammenti di un missile nella capitale Abu Dhabi, dove nel pomeriggio è stato colpito il porto.

Anche in Kuwait una persona è morta e 32 sono rimaste ferite per i raid iraniani di sabato. “Tutti di nazionalità straniera”, precisano le autorità. Oltre all’aeroporto, nel mirino dei Pasdaran è finita anche la base militare di Al-Udeid, dove i missili balistici sarebbero stati tutti intercettati.

Attacchi sono stati lanciati anche contro la Quinta Flotta USA a Manama, in Bahrein e nela regione di Riad e più in generale sulla costa orientale dell’Arabia Saudita, dove si trovano i giacimenti petroliferi più grandi del mondo.

“La vostra guerra non è contro i vostri vicini”

La ritorsione di Teheran ha provocato una reazione di sdegno e protesta in tutti i Paesi del Golfo colpiti. “La vostra guerra non è contro i vostri vicini”, ha dichiarato domenica un alto funzionario degli Emirati arabi uniti (EAU), affermando che gli attacchi iraniani nel Golfo stanno isolando la Repubblica Islamica.

“L’aggressione iraniana contro gli stati del Golfo è stata un errore di calcolo e ha isolato l’Iran in un momento critico”, ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino. “Tornate in voi stessi e trattate i vostri vicini in modo razionale e responsabile”, ha aggiunto Gargash.

In Bahrein il governo ha parlato invece di “attacco a tradimento” e una “palese violazione della sovranità e della sicurezza del regno”.

Il Ministero degli Esteri del Qatar ha affermato che l’attacco da parte di un vicino “non può essere accettato sotto alcuna giustificazione o pretesto”, sottolineando che il Paese ha sempre preso le distanze dai conflitti regionali.

L’Arabia Saudita ha convocato domenica l’ambasciatore iraniano “in reazione - si legge in una nota su X del ministero saudita degli Affari esteri - agli attacchi sfrontati dell’Iran che hanno preso di mira il Regno e un certo numero di Paesi fratelli”.

Ma al di là delle reazioni sparse, è annunciata una presa di posizione comune. Domenica in serata i Paesi del Golfo terranno una riunione in videoconferenza per discutere di una “risposta unificata” al secondo giorno di attacchi di Teheran nel Golfo in risposta all’attacco israelo-americano.

“Sarà una riunione online dei ministri degli Affari esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait, Oman, Qatar e Bahrein) a causa della chiusura degli aeroporti”, ha dichiarato all’AFP un diplomatico del Golfo, che ha chiesto l’anonimato data la delicatezza del dossier.

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USA e Israele attaccano, l'Iran risponde

Telegiornale 28.02.2026, 20:00

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