Cinquanta persone sono morte in un incidente aereo avvenuto in Russia, alle 19.25 locali (le 16.25 in Svizzera) all'aeroporto di Kazan. Un Boeing 737, che volava sulle tratte nazionali, si è schiantato in fase di atterraggio ed ha subito preso fuoco. Lo ha reso noto il Ministero russo per le situazioni d'emergenza, precisando che non ci sono sopravvissuti. I pompieri sono riusciti a spegnere l'incendio ma non hanno potuto salvare nessuno dei 44 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio. Tra le vittime figura anche Irek, figlio del presidente della Repubblica del Tatarstan Rustam Minnikhanov.
Prima dell'incidente il velivolo (di una compagnia locale) aveva già tentato senza successo di posarsi sulla pista, ha precisato un portavoce.
L'apparecchio, in servizio da 23 anni e acquistato in leasing dalla Tatarstan Airlines era partito dallo scalo di Domodedovo a Mosca per Kazan, che si trova 700 chilometri a est della capitale. Fra le possibili cause della sciagura figurano un errore di pilotaggio, le difficili condizioni meteo (la temperatura era superiore a 0°C, ma il vento era forte e il cielo coperto) e un problema tecnico.
ATS/M. Ang./pon
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Le compagnie aeree russe
Le compagnie aeree regionali russe e nelle repubbliche dell'ex Unione Sovietica godono di una pessima fama in materia di sicurezza, una fama confermata dalle cifre. Nel 2010, la frequenza degli incidenti, secondo l'Associazione internazionale per il trasporto aereo (la IATA), è stata di tre volte superiore alla media mondiale.
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