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Cechi alle urne, spauracchio comunista

Socialdemocratici favoriti; il KSCM potrebbe appoggiare il futuro governo, una prima dal 1989

  • 25.10.2013, 12:53
  • 4 maggio, 13:09
La provocatoria scultura di David Cerny, che campeggia sulla Moldava da alcuni giorni, proprio in vista delle elezioni. Il dito medio è rivolto verso il castello di Praga, sede della presidenza

La provocatoria scultura di David Cerny, che campeggia sulla Moldava da alcuni giorni, proprio in vista delle elezioni. Il dito medio è rivolto verso il castello di Praga, sede della presidenza

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I cechi sono chiamati alle urne venerdì e sabato per le elezioni legislative anticipate, determinate dalla caduta in giugno del Governo di centro-destra dell'impopolare Petr Necas, travolto da una serie di scandali e dal malcontento per la politica di austerità, e poi del gabinetto di tecnici presieduto dall'economista di sinistra Jiri Rusnok.

I favoriti della consultazione sono i socialdemocratici (CSSD), che potrebbero costituire un Esecutivo di minoranza con l'appoggio esterno dei comunisti (KSCM). Sarebbe una prima dalla fine del regime totalitario nel 1989.

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Le due formazioni insieme

Insieme le due formazioni dovrebbero conquistare un centinaio di mandati sui 200 della Camera bassa. Dopo l'uscita di scena di Necas, i sondaggi li davano in grado di ottenere la maggioranza qualificata di 120 seggi, ma nel frattempo è cresciuto l'ANO ("Sì" in ceco e acronimo per Azione dei cittadini insoddisfatti). Il movimento diretto dal ricco uomo d'affari Andrej Babis è descritto come populista dalla stampa locale. Una sua partecipazione a una coalizione la renderebbe molto instabile, avvertono i politologi. Il paese, 10,5 milioni di abitanti, sta uscendo da una recessione lunga 18 mesi.

Le formazioni sono cinque

Sono cinque le formazioni, sulle 24 in lizza, attese oltre la soglia di sbarramento del 5%, che determina l'entrata in Parlamento. -Il grande favorito è il CSSD di Bohuslav Sobotka, 42enne ex ministro delle finanze, che ha focalizzato la sua campagna sulle critiche alla politica di austerità. -Il KSCM a differenza di altri partiti comunisti dell'Europa dell'est è restio ad abbandonare quell'etichetta. Vuole la fine delle privatizzazioni e più tasse sui redditi elevati. Le differenze con i socialdemocratici sono profonde in politica estera, visto che il KSCM chiede l'uscita dalla NATO. -L'ANO, fondato nel 2011, si vuole critico nei confronti della classe politica. Il suo leader Andrej Babis, ex comunista e proprietario del primo gruppo agroalimentare del paese, promette di ridurre la disoccupazione. -Il TOP 09 è una formazione di centro, nato prima delle legislative del 2010, e pro-europeo e popolare soprattutto nelle città, grazie al carisma dell'aristocratico Karel Schwarzenberg. -Il partito democratico civico (ODS) è la formazione dell'ex presidente Vaclav Klaus, economista liberale ed euroscettico. Si rivolge in modo particolare alla classe media.

AFP/pon

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