A nulla sono valsi i ricorsi dell’amministrazione di Gelsenkirchen, una città di 260mila abitanti in Germania, perché alla fine il tribunale ha dato ragione al piccolo partito di estrema sinistra che ha dunque potuto inaugurare davanti alla sua sede la statua di Vladimir Lenin, il leader della rivoluzione comunista in Russia nel 1917.
Secondo il partito si tratta della prima statua di Lenin eretta in quella che era la Germania occidentale prima della caduta del muro. I partiti istituzionali hanno fatto sentire la loro opposizione ed anche il sindaco, il socialdemocratico Frank Baranowski al potere da 16 anni, ha scritto: «Viviamo in un periodo in cui molti paesi c’è una riflessione sui monumenti.
È difficile tollerare che un dittatore del Novecento sia messo su un piedistallo e ne sia fatto un monumento. Purtroppo il tribunale ha deciso altrimenti, quindi dobbiamo accettarlo, ma non senza dire la nostra».






