Il ministro della giustizia belga Koen Geens ha confermato domenica che il cervello della cellula terroristica sgominata giovedì a Verviers, in un'operazione che ha permesso di sventare degli attentati, è ancora in fuga. L'uomo, un belga di origine marocchina cresciuto nel quartiere di Molenbeek a Bruxelles, non si trova fra i quattro arrestati sabato ad Atene, ha detto Geens rispondendo alla domanda di un giornalista.
Tuttavia, la procura generale ha chiesto alla Grecia l'estradizione di uno dei membri del quartetto di jihadisti. Sabato sera, era stato smentito qualsiasi legame ma "una più ampia analisi degli elementi dell'inchiesta", ha spiegato un portavoce, "ha evidenziato possibili connessioni e indotto a domandare la consegna" del presunto terrorista.
Nell'intervento della polizia a Verviers erano morti due estremisti. Tredici persone sono finite in seguito in manette in Belgio, dove l'esercito è stato messo a protezione di possibili bersagli come la comunità ebraica e le missioni diplomatiche, e altre due in Francia.
pon/Reuters
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18.01.2015:Terrorismo,la pista greca





