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Cina: cani robot armati contro i manifestanti

Uno studio militare propone l’uso di droni e robot autonomi per gestire i disordini urbani - Il sistema prevede macchine che operano senza controllo umano diretto

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Uno dei robot a quattro zampe armati presentati dall'esercito cinese durante un'esercitazione nel 2024
01:47

RG 12.30 del 07.06.26: il servizio di Lorenzo Lamperti, collaboratore dall’Asia orientale

RSI Info 07.06.2026, 12:35

  • CCTV
Di: Radiogiornale/Diem 

Veicoli corazzati senza pilota che formano blocchi stradali, droni che bloccano le comunicazioni e cani robot che catturano i manifestanti. Non è fantascienza, ma il contenuto di uno studio militare cinese che sta facendo discutere.

La ricerca, condotta dagli ingegneri della Polizia armata del popolo, propone un sistema di gestione dei disordini urbani basato interamente su macchine autonome guidate dall’intelligenza artificiale. I supervisori umani resterebbero fuori dal campo operativo, limitandosi a stabilire limiti etici senza impartire comandi tattici.

Tecnologie già operative

Lo scenario non è così lontano dalla realtà. L’esercito cinese ha già in dotazione cani robot equipaggiati con munizioni letali, considerati strumenti cruciali per azioni di assalto e guerriglie urbane. Diverse città cinesi impiegano da mesi robot umanoidi per gestire il traffico e pattugliare le strade. Questi modelli sono in grado di interagire con il pubblico e fornire assistenza.

Il nuovo studio mostra però che in futuro le macchine potrebbero anche utilizzare la forza. Il sistema prevede un ciclo di comando basato sull’intelligenza artificiale: droni automatizzati identificherebbero i principali istigatori delle rivolte, mentre a terra i robot li catturerebbero.

I rischi del sistema

Non mancano i dubbi, anche in Cina. Alcuni esperti sottolineano il rischio di errori nell’identificazione dei bersagli. Droni e robot potrebbero confondere istigatori violenti e passanti spaventati, danneggiando civili innocenti.

Le unità di guerra cognitiva potrebbero bloccare Internet e le comunicazioni dall’alto, isolando intere aree urbane. Resta da capire cosa ne pensano le autorità di Pechino.

Lo scenario taiwanese

Particolare inquietante: lo studio è ambientato in un’ipotetica Taipei post-riunificazione con la Cina. Uno scenario distopico per Taiwan, che vede in questa ricerca una possibile minaccia futura.

Da parte sua martedì il National Chung-Shan Institute of Science and Technology (NCSIST), il principale istituto di ricerca militare di Taiwan, ha presentato a Taipei tre prototipi di cani robot specifici per uso militare, progettati per missioni di sorveglianza, ricognizione e supporto al combattimento. Sono basati su tecnologia statunitense e progettati per ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento cinesi. Potrebbero essere impiegati nel pattugliamento a guardia delle isole del Mar Cinese meriodionale.

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