Un tribunale militare thailandese ha condannato a cinque anni di detenzione un conduttore radiofonico, ritenuto colpevole di lesa maestà. Si tratta di una delle prime sentenze emesse nel Paese dove, dal maggio scorso, vige la legge marziale, a seguito del colpo di Stato messo in atto dall'esercito.
L' uomo, 59 anni, che lavora per una radio online in onda dall'estero, è stato arrestato al suo ritorno nel paese a giugno, ha detto il suo legale, membro del gruppo degli avvocati thailandesi per i diritti umani.
Molti intellettuali e organizzazioni umanitarie denunciano che questo tipo di accuse vengono spesso usate per attaccare gli avversari politici e sottolineano che il condannato è accusato di avere legami con il movimento delle camicie rosse, che sostiene l'ex primo ministro Thaksin Shinawatra.
In ogni caso in Thailandia la famiglia reale è protetta delle leggi più severe del mondo, che puniscono il reato di lesa maestà anche con 15 anni di carcere.
M.Ang./ATS




