Tre anni di moratoria sull’immigrazione legale. Lo propone il ministro della Giustizia francese, Gérald Darmanin. Un’idea, quella lanciata dalle colonne di un settimanale ultraconservatore, che ha il sapore di una mossa strategica in vista delle elezioni presidenziali in programma per la primavera del 2027.
Il guardasigilli non ha mai rinunciato ad una candidatura, nonostante avesse accettato di congelare le iniziative per partecipare al Governo Lecornu. Ieri però Gérald Darmanin ha rotto gli indugi, spiegando che la Francia è arrivata al limite delle capacità di integrazione e assimilazione. E per questo propone di sospendere i flussi almeno per tre anni.
In concreto, l’ex ministro degli Interni propone che ai permessi di soggiorno lavorativi non siano più associati i ricongiungimenti familiari. Inoltre andrebbero fissate delle quote limitative - e non indicative - in funzione dell’origine geografica, oltre che delle qualifiche. Il tutto modificando la Costituzione, magari attraverso un referendum.

L’ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy
Parallelamente, il ministro di area repubblicana invoca una strategia di espulsioni a larga scala di chiunque non sia in regola, anche per bonificare, a suo dire, un capitalismo selvaggio che sfrutta i più deboli e contribuisce alla pressione al ribasso sui salari.
Insomma, si tratta di proposte shock che in realtà erano già state evocate in passato da illustri predecessori, come l’ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, ma comunque destinate a condizionare una campagna elettorale dove l’estrema destra di Marine Le Pen parte con i favori dei sondaggi.









