I leader di India ed Unione europea l’hanno già definita “la madre di tutti gli accordi”. Così il primo ministro indiano Narendra Modi ha commentato martedì l’intesa commerciale raggiunta dopo due decenni di negoziati. “Nel mondo se ne parla come dell’accordo più importante di sempre”, ha dichiarato Modi nella capitale Nuova Delhi prima di un incontro con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “Questo accordo offrirà molte opportunità agli 1,4 miliardi di abitanti dell’India e ai molti milioni di cittadini dell’Ue”, ha affermato Modi.
“Abbiamo creato un’area di libero scambio per 2 miliardi di persone che andrà a beneficio di entrambe le parti”, ha rilanciato von der Leyen su X. “L’Europa e l’India hanno fatto la storia oggi”.
Gli ultimi ostacoli alla conclusione del testo sono stati rimossi lunedì durante i negoziati finali tra i negoziatori. L’India e l’UE sperano che l’accordo possa incrementare il loro commercio riducendo i dazi doganali in numerosi settori. Secondo l’UE, nel 2024 le due parti si sono scambiate merci per 120 miliardi di euro - un aumento di quasi il 90% in dieci anni - e servizi per 60 miliardi di euro.
L’India potrebbe ora quindi aprirsi un po’ di più alle automobili e ai vini europei, in cambio di un migliore accesso all’Europa per i suoi prodotti tessili e medicinali.
Dal canto suo, il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic nel corso di un’intervista all’agenzia ANSA ha dichiarato che “l’intesa Ue-India è un mega accordo, si prevede che il commercio corrente di beni e servizi raddoppierà entro cinque o sei anni”.
L’intesa, secondo Sefcovic, dovrebbe ripercuotersi positivamente sull’occupazione: “Oltre 800’000 posti di lavoro” nell’UE dipendono infatti dalle esportazioni verso l’India, con 6’000 aziende europee attive in loco, che generano 3,7 milioni di posti di lavoro. “L’India ridurrà li dazi del 97% (totali o parziali), mentre l’UE le ridurrà del 99%”, ha aggiunto.
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