A oltre 3’000 metri di altitudine in Antartide, dove la temperatura media è di -52°C, si trova un santuario unico al mondo: l’Ice Memory Sanctuary. Qui, in una grotta naturale lunga 35 metri, larga 5 e profonda 10, vengono conservati preziosi campioni di ghiaccio – le cosiddette carote – provenienti da ghiacciai di tutto il mondo, ormai minacciati dal riscaldamento globale.

Una delle carote di ghiaccio prelevate e conservate
Il progetto Ice Memory, nato più di dieci anni fa “in un bar di Grenoble”, come ricorda scherzosamente il chimico analitico Carlo Barbante – vicepresidente della fondazione Ice Memory –, è oggi una realtà internazionale. “È un progetto motivato dal riscaldamento globale”, spiega da parte sua Thomas Stocker, presidente della Fondazione Ice Memory e geoscienziato dell’Università di Berna. “I ghiacciai andranno persi e con essi l’informazione ambientale e climatica che contengono. Il nostro scopo è preservare questa informazione per le generazioni future di scienziati e dell’umanità”.
Carlo Barbante, dell’Istituto Scienze Polari all’Università Ca’ Foscari di Venezia, descrive il sito scelto per il santuario: “È vicino alla stazione italo-francese di Concordia, sul Plateau Antartico. È il sito più sicuro, lontano da tutto, lontano da potenziali conflitti e guerre. Non abbiamo bisogno di energia, abbiamo solo bisogno di un caveau”.
Le carote del Grand Combin tra le prime depositate
I primi campioni conservati provengono dalle Alpi: dal Monte Bianco (Col du Dôme) e dal Grand Combin, in Svizzera. “Abbiamo prelevato complessivamente più di due tonnellate di materiale”, afferma Barbante. Il trasporto di questi campioni è un’impresa titanica: dal sito di prelievo ai laboratori europei, spesso sulle spalle dei portatori se non è possibile l’uso di elicotteri, poi su una nave oceanografica, la Laura Bassi, per 45 giorni fino all’Antartide, e infine con aerei DC-3 per gli ultimi 1’200 km fino al plateau.

L'entrata del "bunker" antartico
Ma cosa contengono questi campioni di ghiaccio? “C’è un sacco di informazione ambientale”, spiega Stocker. “Quello più prominente sono le concentrazioni dei gas a effetto serra, che permettono di ricostruire il livello naturale di CO2. Abbiamo inoltre informazioni sulla condizione dell’atmosfera, per esempio gli aerosol, la popolazione che deriva dai posti popolati e la circolazione dell’atmosfera. Inoltre, risaliamo anche alla temperatura locale e a tante altre informazioni che bisogna leggere in questi archivi”.
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Il progetto ha già suscitato l’interesse della comunità scientifica internazionale. “Quest’anno un consorzio di gruppi di ricerca svizzeri, giapponesi e tagiki ha prelevato una carota di ghiaccio in Tagikistan”, rivela Barbante. “La carota è appena arrivata nei laboratori di Venezia dove verrà stoccata per un certo periodo e poi, appena ne avremo la possibilità, la trasporteremo direttamente in Antartide”.
Una banca dati a disposizione degli scienziati del futuro
L’obiettivo del caveau è duplice: analizzare parte dei campioni oggi e conservarne altri per il futuro. “Oggi analizziamo per quello che sappiamo fare”, afferma Barbante. “Se mi guardo indietro negli anni, quando ho cominciato questo lavoro, i parametri che riuscivamo ad analizzare nelle carote di ghiaccio erano molto pochi. Oggi facciamo già un lavoro straordinario, riusciamo ad analizzare ad altissima risoluzione molti parametri. Ma se proietto questo sviluppo nel futuro, tra 50-60 anni avremo delle tecniche che oggi neanche riusciamo a immaginare”.

L'interno del caveau antartico
Ice Memory è una corsa contro il tempo. Negli ultimi 25 anni, i ghiacciai a livello globale hanno perso in media il 5,4% della loro massa, con quelli alpini che svettano con una perdita di quasi il 40%. “Tra 50-60 anni questi ghiacciai saranno completamente compromessi”, avverte Barbante, “ma i ricercatori di domani potranno interrogare questi archivi straordinari, queste macchine del tempo, andando a prendere il campione in Antartide”.

Ghiaccio dal passato
Telegiornale 12.01.2025, 12:30
L’accesso ai campioni sarà rigorosamente regolamentato. “Ovviamente con delle motivazioni serie, seguendo dei protocolli anche molto rigorosi per quanto riguarda l’approccio e l’utilizzo di questi campioni”, precisa Barbante.
Grazie a Ice Memory, la memoria dei ghiacciai sarà preservata per le generazioni future, offrendo uno strumento prezioso per comprendere e affrontare i cambiamenti climatici. Un’impresa straordinaria che unisce scienza, logistica e visione a lungo termine, per garantire che le “voci” dei ghiacciai continuino a raccontare la storia del nostro pianeta, anche quando questi saranno scomparsi.

Estrazione di una carota di ghiaccio








