Corea del Nord, Iran e Siria hanno bocciato il progetto volto a regolamentare il commercio internazionale delle armi (giro d'affari annuo di 70 miliardi di dollari), ribadendo così una posizione nota durante una riunione plenaria dei paesi delle Nazioni Unite.
La Svizzera, da parte sua, sperava che il testo venisse accettato. Il delegato elvetico Erwin Bolliger aveva affermato che si trattava di un buon compromesso.
Delusione è stata espressa dal segretario generale dell'ONU Ban ki-moon: "L'intesa", ha affermato, "avrebbe consentito di stabilire norme comuni per la loro compravendita". Il documento quindi non può essere adottato “per consenso”, ma sarà probabilmente votato in Assemblea generale la prossima settimana, dove si punta a ottenere l’approvazione da parte dei due terzi dei 193 paesi membri dell’organizzazione internazionale.
L’ultimo tentativo di negoziazione, nel luglio scorso, si era concluso con un nulla di fatto, in questo caso perché Stati Uniti, Russia e Cina avevano chiesto più tempo.
Cosa prevede il trattato
Il trattato definisce per la prima volta gli standard internazionali per la compravendita di armi, legandoli al rispetto dei diritti umani: non controlla l'uso domestico delle armi, ma
richiede che i membri si dotino di normative nazionali sul trasferimento delle armi e delle loro componenti.
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PP 12.00 - Il servizio di Thomas Paggini
RSI Info 29.03.2013, 13:03
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RSI Info 29.03.2013, 13:03




